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Trenord inaugura nuovi treni, ma intanto maxi ritardi per fermate straordinarie

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Chissà se finirà sulla linea pendolari Cremona-Milano, una delle 10 peggiori d’Italia secondo Legambiente,  il nuovo treno Vivalto che sarà inaugurato domani 28 febbraio alla stazione centrale di Milano. Un’inaugurazione in grande stile da parte di Trenord, con la presenza del presidente della Regione Roberto Maroni, dell’assessore Maurizio del Tenno, dell’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mario Moretti, più numerosi altri dirigenti. L’operazione, annunciata ieri dall’ufficio stampa di Trenord, non fa esplicito riferimento alla Milano – Cremona – Mantova, ma avrà luogo al binario 21, uno di quelli da cui partono i treni dei nostri pendolari. Potrebbe essere un modo per mostrare che dopo tante delusioni, la Regione è vicina alle esigenze dei pendolari cremonesi e mantovani. Ma che tutto possa cambiare per il meglio trova molto scettica Alessia Manfredini, consigliera del Pd, pendolare in prima persona.

“Stando a quanto comunicato dall’Assessore regionale Del Tenno – scrive in una lettera aperta al sindaco Oreste Perri il prossimo 28 febbraio saranno consegnati i primi treni da parte di Trenord. Dopo le numerose sollecitazioni da parte del Pd, l’esito fallimentare del tavolo comunale da parte della sua maggioranza e gli innumerevoli disagi vissuti costantemente dai pendolari, sono a chiederle di insistere con Regione Lombardia e Trenord affinché i primi treni siano consegnati sulla linea Milano-Cremona-Mantova. Da anni i circa 10.000 attuali utenti della linea Milano-Cremona-Mantova, si aspettano delle risposte concrete dalla politica. Risposte ai ritardi consistenti, ai disservizi lungo la tratta, alla riduzione degli standard manutentivi ciclici dell’infrastruttura dovuti alla riduzione del personale addetto, alla presenza di troppi passaggi a livello, al binario unico su gran parte della linea e ai treni troppo vecchi e inadeguati. Inoltre sarebbe non più rinviabile, cominciare a predisporre un cronoprogramma di interventi sulla linea, a verificare la fattibilità del treno veloce su Milano, oltre a fare raddoppi parziali e intervenendo con sottopassi o sovrapassi su una parte dei passaggi a livello, anche in vista di Expo 2015 e della movimentazione di milioni di persone. Infine, Le suggeriscono di condividere questa richiesta anche con il Presidente dell’Amministrazione provinciale Salini”. Esplicito riferimento alla mancanza di collaborazione che c’è stata negli ultimi cinque anni tra le amministrazioni dello stesso colore politico.

Lo scorso 28 gennaio una cerimonia gemella a quella milanese di domani si era svolta a Roma, sulla linea per Velletri. “Investiamo sulle tratte regionali – aveva dichiarato l’Ad di Ferrovie dello Stato Moretti – perchè il trasporto dei pendolari è una delle attività più importanti che abbiamo. Il maggior investimento che il gruppo sta facendo è proprio per i pendolari a livello nazionale, e noi stiamo investendo tre miliardi di euro per materiale rotabile e impianti dedicati al trasporto locale».

In attesa di vedere i miglioramenti, ieri sera, mercoledi 27, c’è stato l’ennesimo imprevisto negativo per  il ritorno dei pendolari a casa. Molti i treni arrivati in ritardo in quanto i convogli hanno dovuto effettuare tutte le fermate intermedie tra Rogoredo e e Lodi, causa agitazione sindacale del personale della linea S (quella che svolge servizio veloce tra Lodi e Milano). “Ma fermare i Bologna o i Piacenza no? – hanno commentato i pendolari del Comitato InOrario  – Solo i Mantova? Ma siamo proprio le ultime ruote del carro?  Grazie Del Tenno e grazie ai consiglieri regionali che si ‘sbattono’ per noi… Speriamo lo facciano di meno, così magari andremmo meglio”. “Ma quand’è che anche noi pendolari scenderemo in piazza a protestare invece di sfogarci sui Social Network? – ha commentato una viaggiatrice – Molti datori di lavoro non assumono quelli che vengono da fuori per tutti questi disservizi”.

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