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Servizio idrico: Patagonia chiama Cremona

Lettera scritta da Giampiero Carotti

Finisce con ieri (si spera) il sequestro operato dal presidente Massimiliano Salini nei confronti del consiglio provinciale. Questo infatti da anni si è espressamente e ripetutamente pronunciato a favore di una gestione pubblica dell’acqua, ma il presidente, lungi dall’uniformarsi (come sarebbe stato suo dovere) alla volontà del consiglio ha sempre tentato di imporre la sua personale visione liberistica del servizio, spalleggiato da una ristretta corte di sodali. Ieri ha avuto luogo l’ennesimo tentativo di ostacolare il percorso voluto da cittadini, sindaci e consiglieri provinciali e con soddisfazione l’abbiamo visto infrangersi contro la resistenza della stessa commissione affari istituzionali. Tramite l’emendamento approvato infatti si ordina all’ATO (scandalosamente inadempiente sino ad oggi, specifichiamo noi attivisti acqua pubblica) di adeguarsi finalmente alla volontà del consiglio, procedendo all’aggiornamento del piano d’ambito necessario ad affidare il servizio idrico nella modalità in-house a Padania Acque Gestioni. Illuminante la dichiarazione del consigliere Manuel Gelmini che ha sottolineato come l’emendamento si sia reso necessario per evitare che qualcuno potesse nelle prossime settimane dare interpretazioni fantasiose all’atto, evidentemente ambiguo e generico, che era stato proposto dalla giunta provinciale. Di fronte alla sconfitta su tutta la linea il presidente Salini si è dovuto nascondere dietro un voto favorevole, così che l’indirizzo verso la soluzione in-house è stato preso all’unanimità.

Il presidente Salini ha poi tentato di mettere ulteriormente in difficoltà l’azienda (e gli abitanti del territorio) cercando di bloccare l’esecuzione degli interventi urgenti ormai pianificati in tanti centri carenti sul piano della depurazione, ed ha fatto pesanti dichiarazioni sull’esplodere futuro delle bollette, ma anche in questo caso non ha avuto successo.

Con la chiusura dell’ultimo consiglio provinciale si entra dunque nel periodo di “rivoluzione” provocato dalle nuove normative con un atto che tenta di fare in modo che chiunque avrà responsabilità di governo sul territorio nei prossimi mesi abbia tracciata una linea che assicuri continuità sul nodo del servizio idrico. Il Comitato Acqua Pubblica considera questa come una nuova positiva tappa. E’ essenziale innanzitutto essere riusciti, tutti insieme, a bloccare il pericoloso tentativo di privatizzazione sponsorizzato da Salini: da oggi inizia il lavoro di costruzione per creare le condizioni politiche che portino al più presto a trasformare Padania Acque in un ente di diritto pubblico dotato di modalità realmente partecipative. Senza dimenticare il nodo delle tariffe, entro le quali le autorità governative continuano a nascondere il lucro aziendale che i cittadini hanno espressamente abolito con il loro voto.

Sia di viatico a tutti l’altra buona notizia giunta in queste ore, cioè la definitiva vittoria dei cittadini della Patagonia, il cui trascinante vescovo mons. De La Mora è stato più volte ospite di Cremona in questi anni, contro i devastanti progetti di dighe Enel.

Giampiero Carotti
Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese

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