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Tari: 'buone' notizie per le famiglie Soprattutto i single ci guadagnano

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Mentre ristoranti, pizzerie e fioristi piangono per gli aumenti della Tari (la tassa rifiuti che ha preso il posto della Tarsu) le famiglie cremonesi sembrano a trovarsi avvantaggiate rispetto a quelle residenti in molti altri capolughi italiani. La classifica pubblicata venerdì scorso dal quotidiano Il Sole 24Ore – frutto di un’elaborazione di Ref Ricerche – mostra l’impatto della nuova tassa su tre categorie di contribuenti: single con appartamento di 50 mq; famiglia di 4 persone con casa di 108 mq; famiglia di 5 persone con appartamento di 120 mq. Nel primo caso il single pagherà quest’anno il 44% in meno del 2013 e il 18% in meno del 2010; nel secondo caso il 15% e il 17% in meno, mentre solo nel caso della famiglia più numerosa si registrerà un aumento: + 9% rispetto all’anno scorso; +6% rispetto al 2010. “Le tariffe per il calcolo della Tari  – aggiunge il quotidiano economico – sono molto diverse sul territorio. Una famiglia di cinque componenti con una casa di 120 metri quadrati, ad esempio, a Cremona paga 1,7 euro al metro quadrato, ad Asti 4,4 euro e a Cagliari 5,7 euro. Il capoluogo sardo, peraltro, è uno di quelli che presenta il conto più salato: per un single, la tassa è quasi raddoppiata rispetto a quattro anni fa”.

E’ sul fronte della tassazione delle imprese che  Cremona mostra di non essere competitiva. Già lo aveva evidenziato a maggio l’Osservatorio permanente nazionale di Cna (leggi l’articolo) mostrando che a Cremona tra tasse nazionali e tributi locali, una piccola media impresa dovrà lavorare quest’anno fino al 17 settembre solo per far fronte alle richieste del fisco. Cremona figurava sesta,  tra le dieci città peggiori per prelievo fiscale, con una pressione del 70,91% nel 2014 contro il 60,65% del 2011. In testa sta Roma (74,37%) e seguono Reggio Calabria, Bologna, Firenze, Napoli, Catania, Cremona appunto, e infine Bari, Genova e Biella. La sempre più drastica riduzione dei trasferimenti statali agli enti locali ha causato negli ultimi anni un aumento spropositato di voci come Ici/Imu e tasse rifiuti sotto vario nome (dal 1 gennaio 2014 tuttavia è la normativa europea che impone la completa copertura del costo del servizio) e al tempo stesso enormi disparità tra i diversi comuni. Per un imprenditore questa mappa fiscale a macchia di leopardo si rivela drammatica. Rischia di diventarlo ancora di più, visto che per quest’anno sembra essere in arrivo un ulteriore diminuzione di trasferimenti statali al Comune di Cremona per 1 miliardo di euro.

TARI: IL RAFFRONTO TRA CITTA’ SECONDO IL ‘SOLE24ORE’


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