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La riforma del Comune di Galimberti Oltre al sindacato, applausi dalla Lega

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Sindacati soddisfatti per il riordino dell’organigramma comunale che rimescola le carte delle dirigenze e delle posizioni organizzative (i funzionari con responsabilità intermedie) e offre, per ora a parole, maggiori possibilità di crescita professionale e valorizzazione delle competenze. Ma anche parte del mondo politico plaude all’operazione. Scontato il giudizio delle forze di maggioranza, ma anche il capogruppo della Lega Nord Alessandro Carpani apprezza le prime mosse di Galimberti e dei suoi. “Hanno fatto quello che la precedente maggioranza non era stata in grado di fare – afferma Carpani -. Se fossimo stati noi al loro posto avremmo fatto di più, ad esempio diminuire ulteriormente il numero dei dirigenti (visto che due a tempo determinato mi pare che verranno recuperati). Era quello che avrebbe dovuto fare la giunta Perri, ma allora non c’è stata la volontà di cambiare. Gli assessori all’epoca hanno avuto un facile innamoramento con i dirigenti che hanno trovato”.

Con Alessandro Zagni assessore alla Polizia Municipale, prima della rottura di Perri con la Lega Nord, il centrodestra fece l’unica scelta di ‘rottura’ tra i dirigenti, scegliendo Fabio Germanà Ballarino come comandante della Polizia Municipale. “Ma negli ultimi tre anni – afferma Carpani – l’assessore (Francesco Bordi, subentrato a Zagni, ndr) e il Comandante hanno fallito. Operazioni di facciata, spot elettorali gli allontanamenti dei venditori abusivi, che difatti sono sempre qua”.

Tutto è migliorabile, e infatti Carpani non risparmia frecciate al centrosinistra: “Pur apprezzando questa prima mossa, ribadisco che si poteva fare di più, anche in Giunta, diminuendo di un’altra unità la lista degli assessori. Un assessorato come quello di Rosita Viola poteva essere tranquillamente ‘spacchettato’ tra gli altri. E poi la nomina del portavoce: è vero che per ora lo stipendio lo paga il sindaco, ma questo fino a settembre. Sono certo che esistono altre persone capaci a svolgere questo compito all’interno dell’amministrazione. Apprezzabile invece la scelta di un Capo di gabinetto interno”.  In apertura di presentazione del nuovo organigramma il sindaco Galimberti l’ha detto senza mezzi termini: è una riforma coraggiosa perchè a 26 giorni dall’insediamento della giunta, “siamo riusciti a fare una riorganizzazione che molte amministrazioni hanno inseguito per anni”.

Insomma, la maggioranza a forte componente ‘civica’ di Galimberti è riuscita a fare quello che il vecchio Pd della stagione di Gian Carlo Corada non aveva osato: scombussolare l’assetto consolidato delle dirigenze e delle p.o., molte delle quali cresciute proprio all’ombra della Quercia, il vecchio simbolo dei Ds. Oggi molti di quei dirigenti, a tempo indeterminato e quindi inamovibili dalle posizioni di vertice, si trovano fortemente ridimensionati, con un minor numero di dipendenti e di funzioni da amministrare e presumibilmente con indennità di posizione inferiori rispetto al mandato Perri, durante il quale, complice l’inesperienza degli amministratori di centrodestra, quei dirigenti hanno potuto mantenere e potenziare il proprio ruolo.

g.b.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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