Carletti su ex Scac: “Uno dei pochi casi di logistica intesa come recupero di area degradata”
L'assessore commenta il via libera della Giunta all'intervento proposto lungo via Sesto. La bocciatura regionale dell'altro maxi intervento di logistica in via Mantova potrebbe costituire un precedente anche per Cardaminopsis
“L’intervento sulla ex Scac è uno dei pochi casi in cui la logistica può essere intesa come il recupero di un’area che da anni attendeva di tornare a condizioni di decoro“: così Paolo Carletti, assessore ai Lavori Pubblici, commenta l’approvazione in Giunta del Piano Attuativo che consentirà di avviare i lavori nel comparto di via Seesto.
Un intervento ridimensionato rispetto a quello di un decennio fa quando la stessa proprietà, la Toto Costruzioni Generali di Chieti, aveva proposto un insediamento commerciale per il quale il Comune aveva chiesto, tra le opere accessorie, anche un sottopassaggio ferroviario nella parte verso via Milano.
L’intervento approvato mercoledì scorso riguarda invece la costruzione di un magazzino di logistica di 21.400 metri quadrati circondato da parcheggi, la salvaguardia del bosco esistente e la realizzazione di altre aree verdi che garantiscono la permeabilità del suolo.
“Un intervento leggero, senza consumo di suolo, l’unico che poteva realisticamente essere realizzato in quella zona”, spiega Carletti. “Ci sarà molto più verde rispetto ad adesso. Quanto alla viabilità, la proprietà è stata sempre molto disponibile al confronto e a recepire le richieste” e il risultato è la rotonda su via Sesto in corrispondenza con via degli Artigiani e la costruzione di un nuovo tratto di ciclabile in raccordo a quella esistente.

L’arrivo della logistica in via Sesto fa il paio con la bocciatura in Conferenza dei servizi regionale, di un altro progetto di questo tipo, ma su un’area molto più grande, circa 300mila mq, quello proposto dalla multinazionale LCP (Logistic Capital Partners) in via Mantova a San Felice. “Non sappiamo al momento se la proprietà voglia presentare un progetto meno impattante, con minori ripercussioni sul traffico – afferma Carletti -. I proponenti dovrebbero verificare se c’è un interesse economico a procedere”.
Di certo, l’esito negativo – per il privato – potrebbe essere un precedente significativo anche per altri progetti che attendono il via libera, come quello di Cardaminopsis sulla Paullese: “Andrà verificato – spiga ancora Carletti – se l’impostazione che c’è stata in Regione per l’area di san Felice sia stata ‘una tantum’ oppure se corrisponda a un diverso orientamento regionale che potrebbe estendersi anche ad altri interventi in sospeso come quello di Cardaminposis”. Dove la Conferenza dei servizi è entrata nella sua fase decisoria, dopo oltre 20 anni di stallo.
Servirebbe comunque una modifica del Pgt per mettere nel futuro una pietra tombale sulle possibilità edificatorie negli ambiti di trasformazione attualmente esistenti.