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Shopping 'on the road': in centro gran finale dei saldi con lo Sbaracco

sbaracco

La stagione dei saldi estivi chiude in bellezza: sabato e domenica (6 e 7 settembre) torna infatti l’iniziativa denominata “Lo Sbaracco”. Si tratta di due giorni completamente dedicati al commercio cittadino, promossa dal Distretto Urbano del Commercio “Un Salotto Per Cremona”, dall’associazione ‘Le Botteghe del Centro’, da Confcommercio Cremona e Asvicom Cremona, con la collaborazione della Camera di Commercio di Cremona.

Una vera e propria forma di ‘Shopping On The Road’, in cui i negozi si trasformeranno in vere e proprie bancarelle, esponendo all’esterno dei negozi, su apposite bancarelle e stand, le ultimissime offerte della stagione dei saldi, con ulteriori ribassi e sconti. L’iniziativa è alla sua quarta edizione, e ha sempre riscosso notevole interesse da parte dei cittadini. A questo proposito il Comune mette a disposizione gratuitamente i plateatici per esporre la propria merce. Sono oltre 40 i negozi che partecipano all’iniziativa.

“Vogliamo dare rilievo alla qualità dei nostri negozi, supportando delle iniziative che siano utili alle attività commerciali. Questa è solo una delle iniziative che vogliamo promuovere” evidenzia l’assessore Barbara Manfredini, con delega alla Città Vivibile e alla Rigenerazione urbana. A questo proposito – fa sapere l’assessore – la Giunta sta già lavorando per presentare, entro fine settembre, delle linee programmatiche specifiche.

“Si tratta di un’iniziativa che riscuote grande interesse, in quanto il cliente non si sente obbligato a entrare nel negozio per vedere la merce, e questo lo incentiva a dare un’occhiata” afferma Paolo Mantovani, presidente delle Botteghe del Centro. La grande novità di quest’anno sono dei buoni sconto riservati ai clienti, che saranno gestiti completamente dai negozianti, che sceglieranno importi e modalità”. Non solo aperture domenicali: alcuni negozianti di corso Garibaldi hanno chiesto di poter tenere aperto domenica sera fino a mezzanotte, in concomitanza con le iniziative di animazione previste per il week end.

La cosa fondamentale, come ha sottolineato Antonio Pisacane, segretario Asvicom, “è stato l’incontro del tavolo del Duc, che ha visto le associazioni di categoria unanimi nel favorire il più possibile i commercianti per la partecipazione a questa iniziativa”.

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  • joduro

    Wow che ideona …. praticamente il mercato! Prodotti vecchi in stock….Tra latro questa formula “sbaracco” é presente in molte cittá!!! Non fate finta che sia farina del vs sacco! Assessori e Associazioni varie….

  • Paolo Mantovani

    Solitamente non rispondo a chi si nasconde dietro uno pseudonimo, ma tanto per chiarire…
    Lo Sbaracco o Sbarazzo (a seconda delle zone), è un evento consolidato da anni, in molte città. Così come lo sono le iniziative estive “I Giovedì D’Estate”, “I Venerdì Piacentini”, ecc… Stessa cosa la possiamo dire per quegli eventi che valorizzano le eccellenze del territorio.
    Sapere chi è stato il primo credo interessi davvero a pochi, sicuramente non a me, che non ho mai vantato primogeniture.
    Quando ho proposto di organizzare lo Sbaracco nella nostra città, l’ho fatto vedendo i buoni risultati che aveva ottenuto in altre realtà vicine.
    Apprendo che a lei non piace e vedrò di farmene una ragione.

  • Sorcio Verde

    Il Sig.Mantovani ha evitato di rispondere alle osservazioni sulla scarsa qualità delle merci, siamo sicuri che vendere articoli vecchi, in stock sia la cosa migliore per rilanciare un commercio sicuramente in crisi ma che dovrebbe puntare sulla qualità per distinguersi dai centri commerciali e dal mercato bisettimanale?

  • Paolo Mantovani

    Lo Sbaracco non è mai stato presentato come l’evento che servirà a rilanciare il commercio in città. E il motivo è molto semplice. NON esiste un evento simile!
    Non lo può fare lo sbaracco, non lo possono fare i giovedì d’estate, la festa del torrone, le corde dell’anima, lo Stradivari festival, ecc… Sappiamo benissimo che i problemi del commercio derivano da un insieme complesso di situazioni. È un fronte sul quale ci stiamo impegnando da anni, che però, in alcuni casi, vola molto alto sopra le ns teste.
    All’insinuazione che i negozi vendano prodotti “vecchi”, ho preferito non rispondere, perché la ritengo un’inutile e gratuita provocazione, fatta, naturalmente, nascondendosi dietro il dito dell’anonimato. Cremona è piccola, ci conosciamo un po’ tutti, è meglio non esporsi troppo vero sig. Antonio?
    Durante lo sbaracco i negozianti esporranno la merce di fine stagione. Ognuno farà quello che meglio crede. Poi, il consumatore, sarà libero di decidere dove e cosa comprare.

    • Sorcio Verde

      Sig. Mantovani,rimango della mia opinione, credo che questa iniziativa non sia la strada giusta e credo che faccia meno bene di quel che sembra.

  • BillyBalle

    Parlando con alcuni commercianti di Corso Garibaldi è emerso un dato interessante, da quando sono stati aperti due locali di ristoro i cittadini frequentano la zona, non certo per le righe o per altre forme di intrattenimento. Certo in occasioni particolari alcuni esercizi lavorano più di altri ma non quelli che andrebbero maggiormente coinvolti. Gli eventi servono solo quando sono veri professionisti ad occuparsene mentre a Cremona tutti si improvvisano consulenti di marketing o di comunicazione con il risultato che vediamo. Non credo che in questi anni siano state adottate strategie mirate a rivitalizzare il commercio urbano ma solo una serie di attività sbagliate per quegli obiettivi. Oggi esistono formule innovative di distribuzione e soluzioni efficaci al problema del commercio al dettaglio, occorre uno studio che tracci il profilo del consumatore medio, della domanda e dell’offerta merceologica, ma soprattutto che indichi gli strumenti di fidelizzazione dei clienti. Occorre formare una nuova generazione di impresari del commercio che abbiamo nozioni di economia, di marketing e di ragioneria, in grado di comprendere quando un settore è in perdita ancora prima di aprire un esercizio! Ovviamente ci sono altre variabili che le Amministrazioni locali devono discutere ma il fronte che siede all’altro capo del tavolo deve essere competente e determinato. La GD è un grande antagonista ma non possiede la stessa flessibilità e Antonio ha ragione; la qualità può fare la differenza.

    • Paolo Mantovani

      Potrei risponderle che condivido quasi tutto quello che scrive, forse anche tutto. Che lei in teoria ha ragione, mai è stato fatto un serio progetto sulla promozione della città. Mai si sono destinate risorse a un simile scopo! Perché quello che si tende a dimenticare, è che i professionisti vanno pagati.
      I progetti costano. Per avere risultati bisogna prima investire.
      Ma del commercio non è mai interessato davvero a nessuno. Si è preferito, negli anni, dare le briciole (il contentino) a qualche apprendista stregone (come il sottoscritto), per lavarsi la coscienza e guardare ad altro.
      Da ANNI chiediamo gli interventi che lei scrive, e sarei ben contento di lasciare spazio a chi è più bravo e competente. Ma la realtà è che, per ora, non c’è nessuno. E io, come tanti altri, cerchiamo di fare quello che possiamo. Mettendo gratis a disposizione la ns faccia e il ns impegno, per non cadere nel nulla più completo.
      Le scrivo tutto questo, ma mi domando… Perché devo parlare con il Re Leone o Joduro??? Lei ha fatto una critica misurata e condivisibile, perché non usa il suo nome? Non crede che questo atteggiamento, sposato da molti cremonesi, sia uno dei problemi della città? Dove tutti, purché trincerati dietro il dito dell’anonimato, sono pronti a criticare e a dare lezioni. Ma mai disposti a impegnarsi.

      • Claudia Cremonesi

        Gentile Paolo, per anni ho usato nome e cognome ma se esprimere pareri competenti significa passare per presuntuoso solo perché dici la verità nuda e cruda…o peggio essere accusato di arroganza….meglio scegliere la strada dello pseudonimo e mi creda non è per timore o per vigliaccheria… voglio solo evitare ulteriori fraintendimenti. Credo di essere fra i pochi che ha proposto molto e non ha mai chiesto nulla a cambio. Nella storia cremonese sia pubblica, sia privata, mai è stato interpellato un professionista serio, che io ricordi, ma i budget investiti in eventi che hanno rappresentato solo costi, quindi perdite, avrebbero potuto coprire gli onorari di una consulenza ad hoc con relativo piano strategico. Le briciole e i contentini sono stati accettati da voi e sicuramente è stato un vostro errore, la colpa non è mai solo da una parte, e questo la dice lunga sulla vostra debolezza contrattuale. Se non costruite voi quel tavolo di mediazione fra associati e amministrazioni, dall’altra parte non arriverà altro che…un po’ di colore! Non servono tanti soldi per fare buoni progetti basta sapere cosa fare e come farlo. La mia non è una critica mossa da tessere di partito ma è quella di un cittadino che pensa con la propria testa sulla base del proprio know how e non accetta di essere preso in giro da chi si improvvisa problem solver. C’è troppa incompetenza che grava su questa città e troppa politica ma non spetta a me risolvere la questione. Ipocrisia e paura sono gli ingredienti che frenano il libero pensiero costruttivo e i primi ad essere assenti nei commenti sono proprio i suoi colleghi! Buona fortuna.

        • Paolo Mantovani

          “Gentile Paolo, per anni ho usato nome e cognome ma se esprimere pareri competenti significa passare per presuntuoso solo perché dici la verità nuda e cruda…o peggio essere accusato di arroganza….meglio scegliere la strada dello pseudonimo”

          No, mi spiace. Se non si ha il coraggio di esporsi è più coerente stare zitti.
          Troppo facile nascondersi dietro una maschera e accusare (magari anche con ragione), chi invece la faccia e l’impegno lo mette.

          “C’è troppa incompetenza che grava su questa città e troppa politica ma non spetta a me risolvere la questione. Ipocrisia e paura…”

          Non spetta a lei… Interessante! Invece spetta a lei criticare di nascosto??? E ha il coraggio di parlare di ipocrisia e paura?!?

          Mi scusi se sono stato incazzoso nella risposta. Ma leggendola si capisce che ha una visione ampia del problema, con, immagino, anche competenze specifiche. E mi fa rabbia vederla uniformarsi alla ridda di persone che si limitano a fare chiacchiere da bar, con “bisognerebbe fare altro…”, “Cremona ha bisogno di eventi di QUALITÀ”, senza però MAI entrare nello specifico, sul cosa e come farli, dove reperire le risorse, quali sono i progetti a poco costo…
          Se non sto parlando con un cartone animato e vorrà spiegarmi nel dettaglio mi può facilmente rintracciare. La ascolterò molto volentieri.

          • Claudia Cremonesi

            Mi spiace, non sono un commerciante e il problema non è mio. La mia competenza la riservo a chi vuole ascoltare e non è questo il caso e nemmeno la città, tentativo già fatto tante volte! Tocca a voi trovare chi vi dice cosa fare io posso solo aiutarla ad evidenziare i problemi che lei stesso ha condiviso. E’ lei che ha bisogno di un consulente, non io, ma se cerca un professionista capace a Milano ci sono validissime agenzie specializzate. Buona giornata