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Elezioni, l'appello del M5S agli amministratori: "Non votate"

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Il Movimento 5 Stelle della provincia di Cremona non parteciperà alle elezioni provinciali. Lo ha detto in una lettera, diramata a tutti gli amministratori del territorio, chiedendo a tutti di non votare e di ritirare le proprie candidature, in segno di protesta per un’operazione che considera decisamente antidemocratica: “Per la prima volta, in attuazione della Legge Delrio, un organo rappresentativo facente parte dell’ordinamento costituzionale della Repubblica non sarà eletto a suffragio universale e diretto, ma soltanto da membri dei consigli comunali” evidenziano i grillini.

Il MoVimento 5 Stelle dei comuni della Provincia di Cremona “ripudia questo sistema anticostituzionale e scandaloso, che si fa beffa delle fondamenta della nostra democrazia nonché dei cittadini”. Del resto il movimento era stato uno dei primi a chiedere l’abolizione completa delle Province, che “sono un’istituzione obsoleta e superabile”. Tuttavia, “anziché agire in questo senso, i partiti hanno mantenuto questi organi, addirittura con un possibile ampliamento dei loro compiti secondo quanto previsto dalla legge che è stata venduta alla stampa come trionfale ‘abolizione delle Province’. Per questo, coerentemente, i portavoce del M5S rifiutano di prendere parte all’elezione così come rifiutano la possibilità di essere eletti in queste istituzioni antidemocratiche e inutili. Pertanto, ci recheremo regolarmente al seggio per ritirare la nostra scheda, senza tuttavia esprimere alcun voto e motivando a verbale che ‘non ci riconosciamo in queste elezioni anticostituzionali, contrarie al principio del suffragio universale e della rappresentanza politica, imposte da un Governo con la forza di una maggioranza parlamentare illegittima’”.

L’esortazione va quindi a tutti gli amministratori eletti nei consigli comunali: “Esortiamo vivamente a intraprendere anche voi questa strada, affinché l’attuale Governo comprenda la gravità della situazione e il pericolo imminente per la nostra democrazia e Costituzione, ma anche per denunciare la vostra opposizione al mantenimento di un ente inutile, in cui si sovrappongono i livelli decisionali, appesantendo e rendendo inutilmente più inefficiente il sistema amministrativo locale”.

L’invito è esteso “sia alle forze civiche sia a tutti coloro che appartengono a quei partiti che a livello nazionale hanno avviato questo scempio pur avendo posto l’abolizione delle Province nei loro programmi, per dare un segnale forte a Roma, alle istituzioni e al Governo, a dimostrazione che la democrazia non deve mai essere intaccata e che i cittadini hanno bisogno di riforme serie e non di spot elettorali. Invitiamo soprattutto i candidati presidente e consiglieri a ripensare la loro posizione, di ritornare sui passi della democrazia con una forma di ribellione civile e di non prendere parte a questo ‘club di nominati’, ritirando le proprie candidature.

Chi agirà diversamente, contribuendo all’elezione del futuro Consiglio provinciale, in spregio alla democrazia, alla Costituzione e alle promesse che sono il vincolo morale per i rappresentanti nei confronti dei loro elettori, non potrà che essere ritenuto correo dell’avanzamento di questa minaccia alla democrazia e del mantenimento di istituzioni ritenute superate, al pari di chi l’ha promossa”.

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