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Trespidi: 'Raddoppio Cremona-Codogno, bisogna progettarlo pensando al futuro'

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“Il raddoppio della linea ferroviaria tra Cremona e Codogno è di primaria importanza. Se non si vuole progettare tale raddoppio con il solito alibi ‘non ci sono soldi’ vuol dire che non si pensa al futuro”. E’ l’intervento del segretario provinciale dell’Udc Giuseppe Trespidi sulla questione trasporto ferroviario dopo l’incontro pubblico di sabato mattina e le parole dell’assessore comunale di Cremona Alessia Manfredini, che ha dichiarato: “Occorre riprendere il progetto della Cremona-Olmeneta, invece per quello della Cremona-Codogno, dopo alcuni contatti con Rfi, abbiamo una stima dei costi pari a 10/12 milioni di euro al chilometro, quindi un investimento complessivo molto sostenuto e difficilmente realizzabile stante l’attuale stato delle finanze pubbliche”.

“L’altro giorno – si legge in una nota di Trespidi, titolata ‘Se non si vuol progettare il raddoppio della Cremona-Codogno perché non ci sono i soldi per realizzarlo vuol dire che non si pensa al futuro’ – si è svolto un importante incontro sullo stato del servizio ferroviario del territorio cremonese. Peccato, però, che quando ci si nasconde dietro al solito alibi: ‘non ci sono i soldi perciò non si può fare’ ancora una volta non si vuole progettare il futuro. È in questo modo che, stando alle cronache giornalistiche, non si vuol neppure prendere in considerazione di chiedere ufficialmente a Regione Lombardia e a Rete Ferroviaria Italiana di fare un progetto di fattibilità del raddoppio della linea Codogno-Mantova con particolare riferimento al tratto Codogno-Cremona. Attualmente si sta completando il tratto Cremona-Cavatigozzi e Regione Lombardia sta onorando l’accordo stipulato nel luglio scorso con Rfi finanziando gli interventi infrastrutturali. Una linea che è sempre bene ricordare è a binario unico ed è lunga 90 km con 71 passaggi a livello e 15 stazioni. Al momento non si conosce compiutamente il modello di esercizio che si vorrà adottare per i treni regionali ‘veloci’ e ‘convenzionali’ per la stabilizzazione dell’orario e degli attuali servizi ferroviari della linea. Come non si intravedono gli altri interventi migliorativi riguardanti la qualità dei mezzi con cui si fa il servizio viaggiatori. Ma se veramente si ritiene che la linea Milano-Cremona-Mantova deve diventare un asset strategico per la rete ferroviaria Lombarda sia sul fronte dei trasporti pendolari, perché collega i bacini di Mantova e Cremona all’area metropolitana di Milano, sia perché rappresenta uno degli itinerari merci più importanti del bacino padano, dove sono situati i terminali di Mantova, Cremona/Cavatigozzi e Piadena, occorrono – sottolinea Trespidi – azioni concrete che, francamente, non si vedono. Come non si intravede una visione strategica per il futuro perché manca la definizione di progetti da realizzare nel medio e lungo periodo. È vero, invece, che nel frattempo il servizio continua a peggiorare”.

Il segretario provinciale dell’Udc rilancia la necessità di sviluppare l’area di Tencara: “Dall’incontro di sabato non è emersa nessuna volontà di creare per il futuro le condizioni per una gestione più fluida dei servizi viaggiatori e merci e sviluppare l’area di Tencara (un milione di metri quadrati nel Comune di Pizzighettone) come luogo strategico per lo sviluppo industriale del territorio cremonese. A quando avremo progetti da finanziare e cantierare nel medio e lungo periodo? Area di Tencara che per svilupparsi deve essere dotata di infrastrutture come il Canale navigabile e la linea ferroviaria”. “Ecco allora – prosegue – che la proposta di raddoppio del tratto di linea tra Codogno e Cremona diventa un obiettivo strategico prioritario perché risponde non solo alle esigenze economiche e di sviluppo del territorio ma da anche una risposta adeguata al traffico merci e viaggiatori dell’area cremonese. Se il Comune di Cremona insieme alla Provincia escono allo scoperto ritenendo, giustamente, che Cremona è un cuore dove le vene che gli portano il sangue sono asfittiche è necessario che si trovino le alleanze necessarie perché l’aorta rappresentata dalla linea Cremona-Codogno diventi veramente tale raddoppiandola”.

Bisogna darsi “obiettivi ambiziosi” sostiene Trespidi: “Occorrono progetti strategici e prioritari per il futuro senza trascurare il presente e questo è senz’altro uno su cui puntare. Occorre che la politica cremonese cominci tutta insieme a darsi obiettivi ambiziosi entrando nell’ordine di idee che se si vogliono realizzare non si deve chiedere solo ad altri (in questo caso Rfi) di investire risorse ma di comparteciparvi economicamente a tutti i livelli. L’Udc ritiene che i pendolari e i viaggiatori del territorio cremonese è tempo che vedano fatti e concretezza che abbinati a proposte e visioni strategiche determinino quella compattezza che è necessaria per portare avanti obiettivi prioritari e adeguati ad una mobilità sostenibile”.

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