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Il poligono di tiro scuote la politica Ventura: 'Scippati di progetto nostro'

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Nella foto, il poligono

Sta suscitando un terremoto politico la mozione del consigliere Renato Fiamma (Pd, firmatari anche Carla Chiappani e Santo Canale) che chiede al sindaco e alla giunta di Cremona di sostenere il progetto di ampliamento del poligono di tiro di via San Quirico. La proposta, depositata in Comune il 22 dicembre, ha disturbato la componente di sinistra della coalizione di Galimberti irritando al tempo stesso il consigliere di Fratelli d’Italia – An Marcello Ventura che si è visto ‘scippato’ un progetto costruito sotto la precedente amministrazione. “Il Pd – afferma – si è trovato una proposta fatta e presentando quella mozione se ne è appropriato come fosse cosa propria. Ero stato io stesso a parlarne con Fiamma, che era venuto da me per sapere del progetto e al quale avevo dato disponibilità a collaborare. Si tratta infatti di una cosa complessa, che parte da lontano e non è ancora conclusa. C’è di mezzo il Coni e il Ministero della Difesa, non c’è ancora la certezza del finanziamento in quanto sono interessati vari dipartimenti della Difesa, ed è fortemente sostenuto dal Coni regionale che l’ha selezionato tra altri 14 progetti regionali per proporlo nell’ambito di Expo 2015. Non mi sta bene che ora sia il Pd ad appropriarsene, con una mozione di cui non sapevo nulla, e senza peraltro conoscerne tutti i dettagli”.

IL PROGETTO – La mozione impegna sindaco e giunta a sostenere (senza riferimenti a finanziamenti) presso il Coni e le sedi opportune, un progetto di ampliamento del poligono di tiro portando le attuali linee dagli attuali 10, 25 e 50 metri a 22 linee da 300. Il terreno necessario è ricavabile nello spazio circostante il poligono, di proprietà demaniale del Ministero della Difesa. Progetto complessivo da 6 milioni di euro, ma realizzabile a stralci di più modesta entità.  Un impianto del genere – nelle intenzioni di chi lo sostiene –  rappresenterebbe un unicum in tutta Italia e potrebbe calamitare gare internazionali di tiro, creando un indotto turistico – economico notevole, tanto che la mozione ne parla come di un “Roland Garros” del tiro a segno. Ma sarebbe anche utile per la normale attività di addestramento alle forze dell’ordine. “Ne avevamo cominciato a parlare nella seconda metà del mandato Perri – ricostruisce Ventura – condividendo le ottime ragioni di un ampliamento prospettate dai vertici provinciali e regionali dell’Unione tiro a segno”. Detto per inciso, si tratta di un’associazione sportiva del Coni, ma è anche ente pubblico che rilascia certificati di uso e maneggio armi per eventuali richieste di porto d’armi. ”Considerando l’ottima posizione del poligono cremonese, baricentrico al nord Italia e vicino alle principali vie di comunicazione, cominciammo a cercare appoggi nazionali,  con due viaggi (io, l’assessore Fasani e un architetto)  a Roma per capire dalla federazione come mettere in piedi un progetto finanziabile.  Naturalmente il viaggio fu a nostre spese”, sottolinea Ventura. “Poi organizzammo una riunione dell’interforze presieduta dal Prefetto di Cremona per capire se la cosa interessasse ai vari Corpi presenti sul territorio e alle forze dell’ordine. Il sì fu unanime”.

Venne coinvolto anche Crosetto (allora sottosegretario alla Difesa) che assicurò il suo interessamento. Il fatto di dover far convogliare sul progetto finanziamenti da parte di diversi settori della Difesa creava  (e crea tuttora) problemi di tempistica e oltretutto poco dopo  il governo Berlusconi cadde. Continuò però il pressing della delegazione cremonese, presso il Coni provinciale e regionale, tanto che quest’ultimo scelse proprio il progetto del poligono di tiro, tra altri 14 presentati a livello lombardo, per l’inserimento nella programmazione di Expo. Ventura è in contatto sia con il presidente nazionale Malagò, sia con quello lombardo Marzorati, per le ultime tappe della vicenda. Coinvolto anche il Coni provinciale, con il presidente Cotrufo.

MA IL PD RISCHIA LA SPACCATURA – A questo punto c’è da chiedersi: cosa ha spinto un consigliere del Pd ad entrare in una vicenda nata e gestita dalla precedente amministrazione? “Il bene della città – risponde Renato Fiamma – Io non rispondo a ordini di scuderia, mi piace ragionare con la mia testa. Il mio lavoro come amministrativo nel penitenziario mi fa vedere lo spreco di tempo e risorse nei trasferimenti della nostra Polizia a Milano per gli addestramenti al tiro. A luglio un amico mi ha portato al poligono di Cremona e il presidente dell’Uits (Unione italiana tiro a segno) mi ha parlato del progetto in itinere e delle grandi potenzialità che esso poteva avere per il rilancio economico di questa città. Mi sono subito appassionato a quel progetto, che poi Ventura mi ha illustrato. Ben venga la collaborazione tra persone di forze politiche diverse se è fatta per il bene della città.  Non vedo nulla di male se la politica trova convergenza davanti a un progetto che può avere un ritorno per la città di Cremona, aiutandola a diventare centro di riferimento internazionale per il tiro a segno. Questo porterebbe più iniziative sportive di altissimo livello e  anche attirare imprenditori del settore armiero. Qualche azienda di armi potrebbe dislocare qui la propria attività. Questo significherebbe lavoro: per invertire la rotta non basta parlare di opportunità di lavoro, ma creare le condizioni concrete per avviarlo”.

Non aveva il sospetto che una parte della coalizione di centrosinistra potesse avere delle riserve a sentir così tanto parlare di armi? “So che ci sono sensibilità diverse tra di noi, ma qui non si parla di armi a prescindere. Si tratta di un impianto in cui l’uso delle armi è super controllato, con una funzione pubblica e in grado di attirare visitatori con ampie capacità di spesa a Cremona”. Fiamma è convinto di “andare avanti su questa strada, non ho padri e padroni, non sono uno di quelli che siedono in consiglio comunale per rispondere a ordini di scuderia.

Sostengo questo progetto perchè per Cremona è un’occasione e un’opportunità; se poi è supportata da Ventura o da altri, non importa. Anzi, dò merito a chi l’ha avuta, questa idea, in precedenza”.

Nel Pd consigliare la battaglia è appena agli inizi, e il tema del poligono potrebbe fondersi con altri che hanno già creato forti maldipancia, quali i nomi indicati dal Pd per le cariche nelle aziende pubbliche (in particolare quelle sociali).

g.b.

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