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Piazza del Comune fuori dal corteo Comune: 'Divieto di sosta e niente bus'

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AGGIORNAMENTO – Piazza del Comune fuori dal percorso del corteo dei centri sociali di sabato. Per il resto l’elenco di vie è sostanzialmente confermato. Attorno alle 18,30 di venerdì la Questura ha diramato una nota: “In relazione alla manifestazione con corteo indetta dal centro sociale autogestito Dordoni e prevista dalle ore 15 di domani 24 gennaio si rappresenta che, non essendo stato effettuato da parte degli organizzatori un regolare preavviso come previsto dalla normativa sulle pubbliche riunioni, ai manifestanti, secondo quanto stabilito in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, sarà consentito, per motivi di ordine pubblico, di effettuare il seguente percorso cittadino: partenza dal Dordoni, via Mantova, piazza Libertà, viale Trento e Trieste, via Aselli, largo Paolo Sarpi, via Manzoni, corso Cavour, via Gramsci, piazza Stradivari, via Verdi, corso Campi, via Palestro, via Dante, piazza Libertà, via Mantova, rientro al Dordoni”.

Una nota informativa è stata divulgata subito dopo dal Comune. La pubblichiamo integralmente qui di seguito.

LA NOTA DEL COMUNE

LE MISURE ADOTTATE

Il comandante della Polizia Locale, per limitare disagi e pericoli per la circolazione e per la salvaguardia della pubblica incolumità, ha firmato un’ordinanza che sospende momentaneamente la circolazione stradale lungo il percorso nel momento del passaggio del corteo e istituisce il divieto di sosta (con rimozione forzata) dalle ore 14 alle ore 19 su ambo i lati della carreggiata nelle vie interessate dal percorso del corteo e in quelle adiacenti per un tratto di 15 metri. L’Amministrazione, in sinergia con Aem e con le Forze dell’Ordine, ha predisposto la messa in sicurezza di cestini, cassonetti e arredo urbano che si trovano lungo il percorso (http://www.comune.cremona.it/images/comu/ordinanze/2015/005-m-a2015.pdf). Gli agenti della Polizia Locale hanno avviato contatti puntuali ‘porta a porta’ con gli esercizi pubblici interessati dal passaggio della manifestazione. Nel pomeriggio di sabato sono chiusi al pubblico Palazzo Comunale, Museo Civico e Centro culturale Santa Maria della Pietà in piazza Giovanni XXIII.

Si informa la cittadinanza che ci sarà un massiccio dispiegamento delle Forze dell’Ordine affinché la manifestazione si svolga senza atti violenti contro persone e cose. Saranno impegnati anche cinquanta agenti della Polizia Locale per la gestione della viabilità che, necessariamente, subirà delle modifiche. L’Amministrazione comunale, come già detto, confida nel senso di responsabilità di tutti e auspica compostezza e civiltà dei comportamenti che non devono, in nessun caso, ferire o sfregiare la città.

Per questo il Comune di Cremona sta collaborando con le Istituzioni e le Forze dell’Ordine preposte alla salvaguardia dell’ordine pubblico. Si ricorda che l’autorizzazione di tale manifestazione non rientra giuridicamente tra le competenze del Comune di Cremona.

TRASPORTO PUBBLICO

Nella giornata di sabato 24 gennaio, il servizio di trasporto pubblico urbano sarà sospeso per motivi di ordine pubblico dalle ore 14.15 a fine servizio. Sarà comunque garantita la partenza delle corse dall’autostazione per il rientro a casa degli studenti sino alle 14.25.

LE CONDIZIONI DI EMILIO VISIGALLI

L’esponente del Csa Dordoni ferito gravemente domenica pomeriggio è ancora gravissimo e in sedazione farmacologica, ma il bollettino medico di venerdì mostra flebili segni di speranza. “L’insieme dei dati clinici – si legge – evidenzia una condizione di permanente stabilità del paziente con una progressiva risposta alle cure. Stato di coma persistente. Prognosi riservata”. Prossimo bollettino sabato a metà giornata.

LE REAZIONI

SIT -IN ANTIFASCISTA DI  FRONTE ALLA PREFETTURA – Si sono ritrovati alle 18 di venerdì le associazioni che fanno capo ai movimenti pacifisti e antifascisti cremonesi, per un sit-in con reading e riflessioni, alla vigilia del corteo degli autonomi di domani, per ribadire le ragioni della non violenza e della grande conquista della libertà di espressione, frutto soprattutto del sangue sparso nella lotta di liberazione. In mattinata, alcuni degli organizzatori del sit-in avevano spiegato in cortile Federico II le ragioni del loro manifesto, che si spinge oltre – rispetto a quanto dichiarato dal sindaco Galimberti –  nella condanna della violenza di domenica scorsa. “Abbiamo deciso di fare qualcosa di più – ha spiegato Lapo Pasquetti, segretario cittadino di Sel, uno dei partiti, con Rifondazione Comunista, firmatari dell’appello per la chiusura di CasaPound – per esortare le istituzioni a mantenere alta la guardia verso una deriva di strategia  neofascista e violenta. Per prima cosa chiediamo la chiusura di CasaPound, che noi vediamo come organizzazione dalle caratteristiche violente e non condivisibili. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla famiglia di Emilio Visigalli prima di tutto e ai ragazzi del Dordoni. Quanto successo domenica non colpisce solo loro, ma tutta la cittadinanza di Cremona.

“A chi spetta chiudere la sede di CasaPound?” ha aggiunto Giampiero Carotti, Comitato Acqua Pubblica. “Quello è un problema che lo Stato deve risolvere per il bene di tutta la cittadinanza e per cui serve la coralità di tutte le istituzioni. Non vogliamo assistere a degli scaricabarile su chi debba fare cosa”.

Di pericolosissimo revival neofascista parla Gigi Rossetti, storico esponente dell’Arci, che oggi parla a titolo personale: “Ci sono elementi oggettivi di una gravità che basta e avanza. Gli ultimi due anni, in particolare dopo l’apertura della sede di CasaPound, hanno visto un’escalation di violenza con minacce a persone e a gruppi. Qualcosa che a Cremona non si vedeva da decenni. C’è un clima devastante, bestiale che sta montando, e che rischia di minare le libertà di chi la pensa diversamente da loro e quindi dell’intera collettività cremonese. Credo che i fatti di domenica siano stati a lungo preparati e siano il momento culminante di una strategia ben definita”. Rossetti parla di organizzazione paramilitare in riferimento ai militanti di CasaPound e critica gli atteggiamenti troppo poco drastici delle istituzioni cremonesi nella condanna degli scontri che hanno portato vicino alla morte Emilio Visigalli: “E’ ora di finirla con le diplomazie e le cautele fuori luogo su organizzazioni come CasaPound, qui siamo di fronte a fatti concreti e conclamati”.

L’appello per la chiusura di casaPound è sottoscritto dalle associazioni ANPI – ARCI – ASSOCIAZIONE CULTURALE 25 APRILE – ASSOCIAZIONE GIOVANILE “CONTROTEMPO” – ass. culturale lapisvedese  – ASSOCIAZIONE GIOVANILE “CREMONAPALLOZA” – AZIONE CIVILE – BILANCI DI GIUSTIZIA – CGIL CAMERA DEL LAVORO TERRITORIALE – CENTRO GIOVANILE “LUOGOCOMUNE” – CIRCOLO ARCI GAY “LA ROCCA” – CIRCOLO RIVE GAUCHE CASALMAGGIORE – COLLETTIVO REDAZIONE “LAPISVEDESE” – COMITATO BENI COMUNI – ACQUA PUBBLICA – COMITATO PROMOTORE L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS – DEMOCRATICI PER CREMONA – ENERGIA CIVILE SINISTRA PER CREMONA – FILIERA CORTA SOLIDALE – LEGAMBIENTE – RIFONDAZIONE COMUNISTA – SE NON ORA QUANDO?  – OLTRE LO SPECCHIO – SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ – USB UNIONE SINDACALE DI BASE – Ezio Corradi, Coordinamento Comitati Ambientalisti  -Benito Fiori, Associazione Ambiente Scienze.

COMMERCIANTI SCONCERTATI – Venerdì è stata una giornata assolutamente inusuale per Cremona, con una fibrillazione crescente per i timori di quanto potrebbe avvenire domani pomeriggio. La categoria più esposta ai possibili rischi è quella dei commercianti e degli artigiani con attività lungo le vie. “La situazione è sconcertante – afferma Antonio Pisacane, segretario Asvicom – Non si capisce in base a quale ragione una città debba essere negata ai cittadini, senza che nessuno si preoccupi di assumersi la responsabilità per quello che potrà succedere. Speriamo che non succeda niente domani, ma per centinaia di commercianti e artigiani i danni ci sono già. Perché vedranno persa una giornata di lavoro e di incassi. Io non so chi debba autorizzare queste manifestazioni, so solo che la stragrande maggioranza dei cremonesi domani, invece di fare la solita passeggiata per il centro, prenderà la macchina e andrà altrove. E’ pazzesco che non si riesca a capire chi debba assumersi la responsabilità da parte di chi autorizza una manifestazione che nega diritti ai cittadini”.

Pare che molti negozi resteranno chiusi e che il mercato del sabato chiuderà in anticipo. In occasione della manifestazione sarà chiuso anche l’Ufficio Iat del Servizio informazioni turistiche della Provincia di Cremona presente in piazza del Comune. Per la precisione le porte resteranno chiuse dalle ore 14 alle 17.

RISPUNTA CLAUDIO DEMICHELI – L’ex assessore della giunta Perri Claudio Demicheli ha inviato una nota sulla manifestazione di sabato. “Forse – vi si legge tra l’altro – vuole essere questa la nuova proposta di un turismo ‘mordi e fuggi’ a Cremona nell’anno dell’Expo. Peccato che sia un turismo che non spende, né lo potrebbe, poiché è così civile e mansueto che, al suo passaggio, tutti i negozi tengono le serrande abbassate. Esser costretti a chiudere bottega proprio il sabato pomeriggio, quando le famiglie fan la classica passeggiata in pieno centro, ha costi incalcolabili per un settore, quello del commercio, che in città è già ferito mortalmente, come dimostrano le miriadi di vetrine vuote. Ma, tanto, di genitori con bambini, il 24 gennaio, in giro non se ne vedranno. Cremona viene ‘ceduta’, chiavi in mano, ai Centri sociali, che ci auguriamo non lascino troppi segni del proprio passaggio, come son soliti fare: già han dato ampia e ripetuta prova di sé altrove”.

M 5 STELLE – Commento pubblico anche dal Movimento 5 Stelle di Cremona: “Il gruppo M5S di Cremona esprime il più sentito e caloroso augurio di buona guarigione ad Emilio Visigalli, vittima di una violenza che non può mai trovare giustificazione alcuna; tanto meno nel contesto civile e tranquillo come quello offerto dalla città di Cremona. La brutalità delle azioni commesse, ad opera di ignoti, sono atti intimidatori che minano gravemente le libertà di espressione individuali e associative e compromettono la serena convivenza civile tra le parti nella nostra comunità. Il M5S è contro la violenza in tutte le sue forme! Condanna altresì azioni di repressione, atteggiamenti e condotte risolutive che non siano in linea con i principi democratici di ordine costituzionale. Il M5S di Cremona crede fermamente nelle vie democratiche e pacifiche di risoluzione delle controversie e dei fenomeni di degenerazione sociale. Per questo ripone piena fiducia nelle Forze dell’Ordine e nella Magistratura e auspica che le azioni da esse intraprese portino nel più breve tempo possibile ad identificare i responsabili di questi gravi atti di violenza e a consegnarli alla Magistratura che provvederà a punirli secondo la legge. Al tempo stesso, come forza politica, ci impegnamo, non solo verso i nostri elettori ma anche di fronte ai nostri concittadini, a non rimanere indifferenti davanti a questi atti ma a lavorare affinché la comunità possa crescere unitariamente in virtù e valori fondati sulla fratellanza e il rispetto reciproco.

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