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Galimberti: 'Da rivedere le convenzioni coi centri sociali Comune non poteva bloccare corteo'

Lo stato di allerta delle forze dell’ordine non è cessato all’indomani del corteo degli antagonisti trasformatosi in guerriglia urbana. Camionette di Polizia e Carabinieri continuano a presidiare i punti caldi della città, nei paraggi dell’ex sede di casa Pound, in piazza Libertà, a palazzo Comunale. Dove alle 13 di domenica, il sindaco Gianluca Galimberti ha interrotto la giunta convocata in riunione straordinaria, per un primo aggiornamento con i giornalisti. “E’ evidente che a questo punto va rivisto tutto il tema delle convenzioni, peraltro scadute”, ha detto il primo cittadino. Dunque sembra più vicina la chiusura del centro sociale Dordoni, immobile per il quale gli autonomi pagano un affitto al comune, come avviene per l’altro centro autogestito, il Kavarna al Cascinetto (nessuna relazione comunque esiste tra i fatti dell’ultima settimana e quest’ultimo centro sociale). Bando a tutti gli estremismi, sottolinea Galimberti, perchè “Cremona è città della pace e il clima che le appartiene è stato messo a repentaglio”. Curioso che possa essere un sindaco di centrosinistra  a dover mettere la parola fine ai centri autogestiti, dopo che il centrodestra ha governato negli ultimi cinque anni, peraltro rinnovando per un anno la convenzione con il Kavarna, scaduta durante il mandato. “Si è rotto il rapporto con la città” ha voluto rimarcare il sindaco in riferimento alla degenerazione della manifestazione voluta e organizzata dal Dordoni.

Altro punto su cui il Comune insiste molto è il tema delle autorizzazioni: bersagliato dalle critiche (da parte di alcune associazioni dei commercianti e degli avversari politici) sul fatto che il corteo non andasse autorizzato. Galimberti risponde che “queste manifestazioni non richiedono autorizzazioni da parte di nessuno. L’unico soggetto che può dare il diniego è il Questore, che anche per motivi di ordine pubblico ha ritenuto di non darlo. Il corteo quindi non è stato autorizzato dal Comune, noi abbiamo dato la collaborazione totale al tavolo della Prefettura; io e un assessore (Barbara Manfredini) abbiamo seguito personalmente le varie fasi, mettendoci anche in gioco in prima persona il giorno della manifestazione”.

Sottolineata anche l’estrema collaborazione, che andava avanti da giorni, tra Comune, Questura e Prefettura, circostanza che ha evitato, ha detto il sindaco, “che i problemi si diffondessero  ad altre parti della città. E’ stato solo per questo coordinamento che i danni siano rimasti circoscritti ad una zona precisa della città e il mio apprezzamento va al lavoro delle forze dell’ordine”.

Galimberti e l’assessore Barbara Manfredini, oltre alla portavoce Greta Filippini, hanno vissuto in diretta i drammatici momenti dell’assalto al comando della Polizia Locale dove era riunita l’unità di crisi del Comune, dal pomeriggio di domenica fino a circa le 23. Due i manifestanti che hanno fatto irruzione nella caserma di piazza Libertà, non presidiata da forze dell’ordine, buttando giù la porta e scaraventando fumogeni. Attimi di grande tensione e nervosismo, seguiti da un sopralluogo degli stessi esponenti di giunta, del comandante Pierluigi Sforza e dal dirigente Marco Pagliarini, sui luoghi più colpiti dai danneggiamenti, ossia piazza Libertà, via Dante e viale Trento e Trieste.

Giuliana Biagi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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