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Nuova Tari, ristoratori soddisfatti a metà Magri: 'A Cremona si continua a pagare troppo'

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foto Sessa

“Sulla Tari credo che potrei scrivere un libro. Il fatto è che non mi riterrò soddisfatto finché qualcuno non sarà in grado di spiegarmi perché non si possa pagare per quanto rifiuto viene effettivamente prodotto. O anche perchè a Cremona, cittadini e attività pagano molto di più di quanto avviene a Casalmaggiore o a Crema. C’è qualcosa che non quadra, nella raccolta rifiuti qui a Cremona”. Paco Magri, titolare del ristorante pizzeria Dordoni di via Del Sale era stato un pungolo per le associazioni di categoria affinchè guardassero meglio dentro l’abnorme aumento delle tariffe Tari, la scorsa estate. Oggi, con l’arrivo delle nuove cartelle è soddisfatto a metà. “Qui è un continuo rincorrersi – afferma – Risolto un problema se ne apre un altro, perchè pagato questo saldo, a luglio arriverà la Tari 2015. Ma quello che temo maggiormente sarà il 2016, quando l’amministrazione introdurrà la tariffa puntuale. Beh, allora credo che per qualcuno ci sarà da piangere”. Pagare non più per metri quadrati, ma per quantitivi prodotti, che il gestore (Aem o chi altri vincerà la gara) conteggerà attraverso microchip, sarà uno shock per chi non differenzia. “Noi lo stiamo facendo da anni e mi creda, non è una cosa semplice”, continua Magri. “Abbiamo dovuto attrezzare  un’area esterna per poter collocare tutta la differenziata, e soprattutto per carta e plastica i volumi sono enormi”.

Ristoranti, pizzerie, fioristi, ortofrutta, hanno avuto uno sgravio notevole con la revisione delle tariffe operata dall’ufficio entrate a seguito delle proteste e della scoperta dell’errore da parte dell’assessore al Bilancio Manzi. Ma non si è tornati agli importi della Tarsu 2013, quindi la Tari 2014 si rivela comunque più salata della vecchia tassa, anche se sono spariti gli incrementi del 600% della scorsa estate. Qualche attività che paga il doppio rispetto al 2013, comunque ancora c’è. E ci sarà anche con il conteggio 2015. “Da quanto ci è stato spiegato  – spiega Magri – anche per quest’anno il Comune baserà i conteggi partendo da una tariffa di base presunta, calcolata vedendo i dati del monitoraggio dei rifiuti prodotti da ciascuna categoria alla fine dello scorso anno, dopo la scoperta dell’errore. Anche in questo caso, quindi, non si pagherà per quanto effettivamente prodotto, ma la tariffa verrà calcolata sulla base di elementi standard. E questo non va bene, non è comprensibile. Quando si paga una tassa, e anche salata, il minimo che il cittadino deve chiedere è di capirne la ragione. In questo caso, non ci siamo ancora”. Riuscirà il nuovo corso Aem (con tanto di nuovo presidente e un assessore all’Ambiente molto critica sulla gestione dei rifiuti) a far diminuire i costi di raccolta e smaltimento? O ci vorrà proprio un nuovo gestore per cambiare le cose?

Quanto alla differenza tra utenze domestiche e non domestiche, con la correzione operata dagli uffici comunali, l’attuale Tari viene ‘caricata’ per il 64% sulle prime e per il 36% sulle seconde. “Non voglio prendermela con le famiglie che si trovano a pagare il doppio rispetto al 2013”, conclude Magri. “Ma faccio solo presente che rispetto all’appartamento di 85mq con cinque componenti che paga 300 euro, la mia attività di 390mq  paga una cifra corrispondente a 24 volte quell’appartamento. Qui l’unica soluzione è pagare esattamente quello che si produce e nient’altro”.

E le responsabilità? “Non mi è piaciuto che il Comune abbia scaricato tutto sul dirigente Vescovi. Qualcun’altro ha sbagliato materialmente. Qui hanno torto tutte le parti politiche, soprattutto quelle che l’anno scorso, quando si trattava di deliberare le nuove tariffe Tari, hanno pensato di non gravare troppo sulla tariffa domestica che rappresentava la stragrande maggioranza dell’elettorato”.

g.b.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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