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Calcioscommesse, no da Singapore alle richieste della procura

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E’ un no su tutta la linea, da parte dell’autorità giudiziaria di Singapore, alla richiesta di rogatoria avanzata dalla procura di Cremona nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse. I singaporiani hanno risposto negativamente alla richiesta degli inquirenti italiani di poter sentire gli indagati che si trovano in quel Paese e di poter avere le carte dell’inchiesta. Tra questi, il cpo, Tan Set Eng, detto Dan, arrestato nel settembre del 2013 insieme ad altre tredici persone. Prima di essere arrestato a Singapore, Dan risultava  latitante dalla prima ondata di arresti disposta dal gip Guido Salvini nel 2011. Secondo il procuratore Roberto di Martino, avrebbe avuto ”il ruolo di capo dell’organizzazione” per realizzare, con gli altri indagati, ”a livello mondiale, anche con ripartizione di zone territoriali di competenza tra alcuni associati, una pianificazione degli interventi illeciti, qualificabili come delitti di frode in competizioni sportive, nonche’ di truffe, reati diretti ad influire sul risultato e ad alterare, in molteplici campionati di calcio, in ‘coppe’ nazionali e non, in partite internazionali, il naturale esito delle partite”.

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