Commenta

Il risparmio energetico partirà dalle scuole: il Piano della Giunta

comune-evid

Il risparmio energetico a Cremona partirà dalla scuole. A deciderlo è stata la Giunta, nella seduta di mercoledì pomeriggio, con l’approvazione della proposta di un Piano d’azione per il risparmio energetico degli edifici comunali. Ad ispirare le linee di indirizzo sono due principi: tutela ambientale e contenimento della spesa corrente. L’idea parte dall’assessore all’Area Vasta e alla Casa Andrea Virgilio. Il Piano prevede l’istituzione di un nuovo Sistema di gestione dell’energia necessario ad individuare le maggiori criticità e  stabilire i piani economici futuri, utili ad abbattere la spesa energetica corrente. A partire dagli edifici scolastici.

Il nuovo sistema istituisce il protocollo Plan – Do – Check – Act introducendo nella programmazione interventi finalizzati all’efficienza energetica quattro nuove fasi di lavoro. Fase 1 (Plan – Fase di definizione Energy Policy – Piano di Azione): vengono definiti gli indicatori di performance, i dati da monitorare, gli obiettivi da raggiungere, la metodologia di verifica dei risultati e la periodicità dei controlli; fase 2 (Do – Fase di implementazione): possibilità di attuare modifiche alle proposte iniziali; fase 3 (Check – Fase di verifica): controlli ed analisi dei dati monitorati e degli indicatori di performance energetica scelti nella prima fase; fase 4 (Act – Fase di miglioramento): definizione della scala di priorità degli interventi e delle proposte per migliorare ulteriormente le prestazioni energetiche e la loro attuazione.

Quattro gli edifici scolastici da cui partire, ritenuti significativi per realizzare gli interventi migliorativi: scuola secondaria di primo grado “Anna Frank”, scuola primaria S. Ambrogio, scuola secondaria di primo grado “Virgilio” e scuola primaria “don Primo Mazzolari”. Tale scelta, ristretta ad un campione di edifici che hanno bisogno di parecchia energia, serve a sviluppare in un ambito circoscritto il nuovo Sistema di gestione dell’energia, poi replicabile, con minori rischi e alla luce dei risultati ottenuti, su un insieme più vasto di immobili comunali.

Il Piano di azione per il risparmio energetico negli edifici comunali verrà attuato con futuri piani finanziari, con l’adozione di strumenti contrattuali innovativi,  con il reperimento di fondi strutturali europei Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) Pop (Programma operativo regionale), le cui modalità di adesione sono ancora in via di definizione da parte della Regione Lombardia. In base a tali piani verranno inserite le relative previsioni di finanziamento nel Programma delle Opere Pubbliche interessate.

“La diminuzione del consumo di energia grazie a misure che permettono di migliorare l’efficienza energetica – è la dichiarazione dell’Assessore Virgilio – può liberare risorse pubbliche da destinare ad altri scopi. La pianificazione energetica a livello locale (Paes) prevede già, come obiettivi di miglioramento dell’efficienza energetica pari al 20% da qui al 2020, azioni significative sugli edifici comunali. Le azioni volte al miglioramento dell’efficienza energetica nelle strutture comunali da oggi sono inserite in un piano strutturato che tiene conto non solo di un’attività di monitoraggio costante nel tempo circa i consumi reali rilevati nei singoli edifici comunali, ma anche della verifica dell’efficacia degli interventi realizzati”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti