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20enne morto durante l'anestesia, rinvio a giudizio per il medico

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Il giudice Letizia Platè

E’ stato rinviato a giudizio, Valerio Schinetti, l’anestesista dell’ospedale di Manerbio accusato di omicidio colposo per la morte di Riccardo Sapienza, il 20enne cremonese deceduto il 23 luglio del 2013 per arresto cardiaco nella sala operatoria dell’ospedale di Cremona poco prima di essere sottoposto ad un’operazione chirurgica. Lo ha deciso oggi il gup Letizia Platè che ha fissato l’apertura del processo al prossimo 18 maggio. Il giudice, intanto, ha respinto le due eccezioni sollevate dall’avvocato difensore Stefano Forzani: una riguardava una richiesta di incidente probatorio, a suo tempo negata alla difesa, per l’esame di due infermiere che erano già state sentite dal pm Fabio Saponara. Secondo l’avvocato Forzani, in questo modo non sarebbero state rispettate le garanzie di difesa. L’altra, invece, riguardava una consulenza tecnica necroscopica effettuata in assenza degli indagati. All’epoca, infatti, si procedeva ancora contro ignoti, ma per la difesa sarebbe stata necessaria una comunicazione. “Questo processo, comunque”, ha fatto sapere l’avvocato Forzani, “si deciderà sulle perizie”.

La famiglia Sapienza è parte civile: la mamma Annalisa, il papà Salvatore e il fratello minore Leonardo sono rappresentati dall’avvocato Gabriele Fornasari, mentre la sorella maggiore Emanuela dal legale Jolanda Tasca.

L'avvocato Stefano Forzani

L’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo per aver agito con negligenza ed imperizia. Dalle prime indiscrezioni, sembra che ci sia stato un errore nella manovra anestesiologica di intubazione. ”Non condividiamo assolutamente l’impostazione del pm”, ha fatto sapere il legale della difesa, “e tantomeno l’accusa di incapacità che viene mossa al nostro cliente”. E intanto spunta il giallo del tubo che avrebbe cagionato le lesioni del giovane paziente. Secondo l’avvocato Forzani, lo strumento non sarebbe più stato recuperato. “Ad oggi non è depositato in atti”, ha sottolineato.

Il  20enne avrebbe dovuto essere sottoposto ad un intervento pneumotorace spontaneo, considerato non particolarmente rischioso, resosi necessario per una recidiva. In quei giorni c’era una collaborazione tra l’ospedale di Manerbio e quello Cremona dove arrivavano anestesisti dal nosocomio bresciano. Prima ancora che iniziasse l’intervento, però, Riccardo, durante l’anestesia, aveva avuto un arresto cardiaco. L’èquipe medica, accertata la gravità della situazione, aveva effettuato tutte le pratiche rianimatorie, ma senza esito. Poco dopo il giovane era morto. All’ospedale, Riccardo c’era andato una prima volta il 3 luglio del 2013 per un fastidio alla schiena. Sei giorni dopo era stato dimesso, ma il dolore era tornato a farsi sentire, così il 14 luglio il giovane era stato ricoverato una seconda volta. Il 23 luglio l’ingresso in sala operatoria dalla quale purtroppo Riccardo non sarebbe più uscito. Sapienza abitava al Cambonino ed era un giocatore di calcio di buon livello: giocava nella squadra del Torrazzo.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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