Cronaca
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Centri sociali in fermento Kavarna: 'Torneremo nelle strade'

Manifestazione dei centri sociali dello scorso inverno in galleria XXV aprile

Un forte clima di tensione serpeggia nei centri sociali cremonesi, che in questi giorni sono molto attivi su diversi campi: dopo gli sfratti bloccati nei giorni scorsi e la contromanifestazione antifascista organizzata per il 25 aprile, il Dordoni scenderà in campo anche il Primo Maggio, invitando i cittadini a prendere aparte al Corteo No Ezpo che si svolgerà a Milano. Una protesta contro “la devastazione dei territori, il saccheggio delle risorse, lo spreco di denaro pubblico”, portando avanti anche battaglie locali: quella contro l’inceneritore, che “inquina da 10 anni”; quella contro le morti sul lavoro, per le quali “Cremona è al terzo posto in Lombardia”; quella contro le politiche abitative e gli sfratti (“Ci sono 2000 casa vuote e persone senza casa” spiegano dal centro sociale); infine, quella contro la Tamoil e il disastro ambientale che ne è scaturito. L’appuntamento è presso la stazione dei treni alle 11, con partenza alle 11.30.

Ancora più forte la tensione tra le fila del Kavarna, come si legge chiaramente nelle note recentemente pubblicate sul sito del centro sociale, dove si riflette sugli ultimi arresti, tra Cremona, Torino e Bari, di militanti di centri sociali. “Cercare di impedire un corteo di Lega e CasaPound, difendersi da un’aggressione squadrista, esprimere la giusta rabbia contro i fascisti e i poteri di cui sono i servitori, attaccare direttamente una sede di Forza Nuova e i suoi militanti… sono tutte pratiche da difendere e rivendicare con orgoglio – si legge nel comunicato -. ?Contro la repressione la migliore solidarietà consiste nell’affermare e nel continuare una scelta di campo.? Agli arresti con l’accusa di devastazione e saccheggio per la bella giornata cremonese del 24 gennaio, rispondiamo: quel giorno c’eravamo tutte e tutti” evidenziano gli anarchici. “All’arresto persino di un compagno appena uscito dal coma per le spranghe dei fascisti di CasaPound, rispondiamo: torneremo nelle strade”.

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