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Calcio: interrogato capo degli 'Zingari', Conte rifiuta patteggiamento

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foto Sessa

Il giudice Salvini

Prima parte del lungo interrogatorio durato quattro ore davanti al gip Guido Salvini di Hristyian Ilievski, 38 anni, il capo degli “Zingari”, il macedone che dopo una latitanza di 4 anni ha deciso di costituirsi e di parlare con gli inquirenti dei segreti dell’inchiesta sul calcio scommesse. “Massima chiarezza e serietà sulla propria posizione”, ha detto il legale di Ilievski, l’avvocato Luca Curatti, che ha ribadito che il suo cliente ha deciso di costituirsi per raccontare la sua verità e nello stesso tempo ha specificato che il macedone non è da vedersi come un capo. Secondo gli investigatori, invece, Ilievski, ex agente della polizia speciale macedone, è in tutto e per tutto il capo degli “Zingari”, la banda che per anni ha percorso l’Italia a caccia di informazioni sicure sulle partite offrendo soldi ai giocatori, anche 200 mila euro per una partita di A, e presentandosi direttamente nelle sedi dei vari ritiri, anche a suon di minacce, come era successo con Matteo Gritti, ex portiere dell’Albinoleffe, arrestato nel 2012. Agli inquirenti, lo stesso  Gritti aveva raccontato che Ilievski lo aveva minacciato dicendogli che gli avrebbe sparato nelle gambe se non faceva ciò che lui gli ordinava di fare.

Oggi Ilievski, che si è presentato davanti al giudice Salvini e al procuratore di Martino con un braccio fasciato per colpa di una caduta in mountain bike, avrebbe fatto nomi nuovi e confermato di aver incontrato il capitano della Lazio Stefano Mauri e il centrocampista del Genoa Omar Milanetto in occasione di Lazio-Genoa del 14 maggio 2011. Il primo a Formello, il secondo nell’albergo dove il Genoa era in ritiro. E in occasione di Lecce-Lazio del 22 maggio successivo ha confermato contatti con il gruppo degli ungheresi. Ilievski avrebbe anche parlato di un presunto “ruolo specifico” di Stefano Bettarini, fatto una lista di partite truccate e  tirato in ballo tre giocatori non di serie A  già a suo tempo prosciolti dalla giustizia sportiva. Avrebbe poi ammesso di avere conosciuto Tan Seet Eng, il capo di Singapore che forniva denaro per corrompere i giocatori, e di aver ricevuto una grossa somma in contanti (300.000 euro) all’aeroporto di Malpensa da un ‘singaporiano’. Una ricostruzione ricca, quella di Ilievski, ancora di più di quella resa agli investigatori da Almir Gegic, il numero due del gruppo degli Slavi.

L'avvocato Curatti

Domani l’interrogatorio andrà avanti, sempre davanti al gip Salvini, mentre la prossima settimana Ilievski sarà sentito dal procuratore Roberto di Martino. Il nome del capo degli “Zingari” era comparso subito all’inizio dell’ inchiesta,  già dal giugno del 2011, quando la procura aveva messo a segno i primi arresti. Lo stesso Gegic aveva detto che il capo era Ilievski e che lui sapeva rutto, avendo incontrato molti giocatori.

Intanto ci sono novità sulla posizione di Antonio Conte. Al procuratore di Martino sono arrivate due memorie, una tecnica e un memoriale più privato. Il pm ha proposto il patteggiamento ma Conte ha rifiutato, esprimendo il desiderio di definire la sua posizione separatamente.  Dunque si stanno valutando altre strade, come ad esempio un rito abbreviato o un giudizio immediato con il quale si salta l’udienza preliminare.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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