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Quadro del Genovesino in partenza verso Expo per la mostra 'I tesori d'Italia'

Il quadro di Luigi Miradori (detto Il Genovesino) denominato Il riposo durante la fuga in Egitto – custodito presso la parrocchia di Sant’Imerio – verrà prestato infatti in via temporanea ad Expo, su richiesta di Vittorio Sgarbi. Un prestito che porta anche la Diocesi di Cremona a diventare protagonista dell’esposizione universale. Lo annuncia il sito della Diocesi.

Il dipinto, un olio su tela del 1651, nei prossimi giorni lascerà la chiesa cittadina di S. Imerio, dove è abitualmente collocato, per essere esposto nella mostra curata da Vittorio Sgarbi all’interno del Padiglione di Eataly: “I Tesori d’Italia”. Un evento che mira a celebrare le meraviglie artistiche italiane con circa 350 capolavori.

Altre opere del Genovesino a Cremona, dove visse (documenti ne attestano la presenza già dal 1637), lavorò a lungo e morì, sono presenti: in Cattedrale, le “Storie di san Rocco”; in Santa Maria Maddalena, il “San Giovanni Damasceno e la Madonna” (1648); nel Palazzo Comunale, il “Miracolo dei pani e dei pesci” (1647) e l’“Ultima cena”; nel Seminario, la “Nascita di san Carlo” (1642) e, nel Museo Civico; nell’arcipretale di Casalbuttano, è la “Madonna del Rosario e due santi” (1652), nella parrocchiale di Castelleone sono l’“Immacolata Concezione” (1640) e l’“Assunzione”; nella prepositura di Soresina è il “Miracolo di san Bernardo olivetano” e l’“Ultima cena” (1653).

Sgarbi avrebbe voluto nella sua mostra milanese anche la Pala di S. Agata, custodita nell’omonima chiesa cremonese, ma la preziosissima tavola resterà “a casa”, come ha confermato monsignor Achille Bonazzi, responsabile dell’Ufficio diocesano per i Beni culturali ecclesiastici.

La rassegna espositiva di Expo – che ha già destato qualche polemica soprattutto a causa della scelta di alcuni “pezzi” d’arte contemporanea (come “La donna carota” di Luigi Serafini), propone una selezione di opere d’arte, dal Medioevo ad oggi, provenienti da chiese, musei, istituzioni e collezioni private. Tra gli artisti rappresentati, scelti e divisi per regioni (in nome della “biodiveristà dell’arte”), proprio come i ristoranti di Oscar Farinetti, figurano: Agostino da Lodi, Ludovico Carracci, Lorenzo Bernini, Giovanni da Nola, Tiziano, Donatello, Mantegna… Ed ora anche Luigi Miradori. La mostra “I Tesori d’Italia”, definita da Sgarbi il “Louvre dell’Expo”, resterà aperta per tutta la durata di Expo (quindi fino al 31 ottobre), ad ingresso è gratuito.

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