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Dramma in cascina Moglie uccide marito in preda ad un raptus

In alto la cascina in cui si è verificato il delitto (Foto Sessa)

E’ in stato di fermo in ospedale, Nadia Gaggia, la 69enne originaria di Vescovato che oggi verso le 18 nella sua abitazione di cascina Le Motte a Pescarolo, probabilmente in preda ad un raptus, ha ucciso il marito Giuseppe Pasquali, ex agricoltore di 73 anni, colpendolo ripetutamente con un arma contundente, pare un candelabro, mentre lui era steso nella vasca da bagno.

La donna, che ha riportato ferite durante la colluttazione con il marito, è in stato di shock. Da tempo, fanno sapere coloro che in paese la conoscono, soffre di depressione, una malattia per la quale è in cura da anni. Sul posto i carabinieri di Cremona e i colleghi di Vescovato con la squadra della scientifica. Sul luogo dell’omicidio anche il pm Laura Patelli, il magistrato che si occupa del caso. Quando è stato recuperato, il cadavere dell’uomo presentava diverse ferite da taglio in varie parti del corpo. Sarà poi l’autopsia a stabilire con precisione quale tra i colpi inferti è stato a lui fatale.

La coppia ha due figli, Simone e Ilenia, quest’ultima maestra elementare alle scuole di Vescovato. Due paesi, quelli di Pescarolo e Vescovato, letteralmente sotto shock per quanto accaduto. La notizia ha iniziato a circolare nelle piazze dei due paesi neppure un’ora dopo il delitto, lasciando tutti sgomenti. Marito e moglie erano molto conosciuti: brave persone, hanno commentato a Pescarolo. Sconvolto l’ex sindaco Pietro Masseroni: “una brava famiglia”, ha detto l’ex primo cittadino di Pescarolo, che ha ricordato di aver incontrato Giuseppe Pasquali domenica scorsa a messa. “L’ho visto molto giù di morale”, ha detto. Ma nessuno sospettava neppure lontanamente quello che sarebbe successo solo due giorni dopo.

Parole di cordoglio anche da parte del sindaco, Graziano Cominetti, che al momento dei fatti si trovava fuori paese. “Era una famiglia molto nota in paese, rispettabile. Lui era un grande lavoratore, molto attaccato alla sua terra e al suo lavoro”.

Laura Bosio e Sara Pizzorni

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