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Ztl e parcheggi, commercianti e artigiani verso posizione unitaria su varchi chiusi di giorno

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Non sarà semplice trovare la quadratura del cerchio per le cinque associazioni del commercio e dell’artigianato che si sono riunite mercoledì sera per trovare una posizione unitaria sul Piano della sosta e mobilità del Comune. Presidenti e direttori di Ascom, Confesercenti, Asvicom, Cna e Confartigianato, si erano incontrati una prima volta qualche settimana fa in Camera di Commercio per sentire la viva voce degli operatori commerciali su un piano che come elemento più eclatante contiene l’inversione oraria della ztl che attraversa piazza Roma, prevedendo di chiuderla tra le 8 le 20 e di aprirla al traffico dalle 20 alle 8. Difficile sondare gli umori degli associati (al primo incontro ne erano presenti solo una ventina); difficile mettere d’accordo le esigenze dei pubblici esercizi con quelle del commercio; e difficile anche superare antichi screzi, come le divergenze tra associazioni in merito alla presenza del mercato bisettimanale in centro storico.

Mercoledì scorsa nuova riunione tra i cinque soggetti economici nella sede della Cna. “L’abbiamo organizzata – spiega Giovanni Bozzini, presidente dell’associazione degli artigiani – per capire quale metodo volessimo darci per portare avanti i colloqui con l’amministrazione comunale. I tempi incalzano, a breve il Comune ci contatterà per sapere cosa ne pensano le categorie economiche del piano per il centro storico. Ci siamo quindi chiariti sul metodo, ossia procedere unitariamente attraverso concertazione, ancorché le singole associazioni debbano fare emergere le richieste dei propri aderenti. Ma non possiamo arroccarci sul no ai varchi chiusi di giorno, perché sarebbe come erigere una barriera. Occorre invece elaborare un ventaglio di proposte che riguardano anche ma non solo la mobilità. Parlo della proposta sui parcheggi, dell’animazione e degli eventi collaterali, della Tari, argomento che, come abbiamo visto lo scorso anno, ha mostrato che le categorie unite possono ottenere dei risultati”. Insomma, non arroccarsi su un singolo punto critico, ma vedere le cose positive per commercianti e artigiani, contenute nel Piano. Ad esempio, la maggior disponibilità di posti auto a rotazione ai margini della ztl, togliendo la sosta agevolata per i residenti negli stalli blu considerati più pregiati come in piazza Roma, corso Garibaldi (tra Cittanova e Villa Glori), via Platina, piazza Vida. Una concessione, questa, che il Comune ritiene possa servire ad accontentare i commercianti, ma che ad Ascom – almeno così era emerso nell’assemblea in camera di Commercio – non sembra sufficiente.

“Il fatto che si creino spazi auto fuori della ztl è una scommessa”, afferma anche Giuseppe Bini, presidente di Confesercenti  e sostenitore del dialogo. “Teoricamente è vero che liberare una sessantina di posti oggi utilizzati preferibilmente dai residenti può portare dei vantaggi alla rotazione, ma si tratta comunque di una grossa scommessa per chi è stato penalizzato dai varchi e dalla ztl. Comunque nell’incontro di ieri abbiamo soprattutto parlato della possibile unitarietà di intervento da parte delle categorie economiche nei confronti dell’amministrazione comunale, se andiamo da soli andiamo avanti pochissimo; se invece sui singoli punti portiamo avanti proposte con compattezza aumentano le possibilità che siano accolte. Insieme si vive, mentre  singolarmente si perisce”. Bini lascia intendere che l’accordo sulla strada da seguire tra associazioni ancora non c’è al 100% “rimangono una serie di cose. Adesso ci siamo impegnati a stendere una bozza di documento nel quale si scenderà nel merito; ci ritroveremo ancora sui contenuti per trovare una soluzione unitaria. Da quel che si è capito, il Comune vorrebbe avviare il progetto di mobilità ad agosto per partire definitivamente a settembre”.

E mentre l’Ascom per il momento non rilascia dichiarazioni sull’incontro di martedi sera, anche Asvicom prende posizione a favore della linea unitaria: “Ognuno ha riportato le peculiarità dei propri associati – afferma il direttore Antonio Pisacane. Il documento che dovrà uscire dovrà rappreseentare appunto questo, al tempo esprimendo  una posizione che guarda un po’ più in alto rispetto ad un singolo punto del Piano. E’ bene che da questa condivisione di intenti si vadano ad individuare le cose che possono essere accettate dalle categorie e quelle che si possono modificare”.

Al termine di circa tre ore di incontro, non è mancato uno scambio di battute tra Ascom e Confesercenti su un tema che da tempo divide, cioè la presenza del mercato bisettimanale in centro storico. Come noto, Ascom non gradisce la presenza degli ambulanti nella piazza di maggior pregio della città, piazza Stradivari e nemmeno ha gradito il ritorno degli ambulanti in via Monteverdi. “E’ inconcepibile – ha replicato Bini –  che un commerciante dica che per fare vivere meglio un imprenditore, un altro debba chiudere. Il mercato bisettimanale attira a Cremona decine di migliaia di persone che garantiscono a tutta una serie di esercizi di vicinato dal 20 al 30% del fatturato mensile. Dopodiché, se si vuole aprire una discussione noi siamo pronti. Ma non era questo all’ordine del giorn0”.

g.b.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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