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Droga in un pacco per un detenuto scoperta dalla penitenziaria

Il pacco di droga era destinato ad un giovane detenuto romeno rinchiuso nel carcere di Cremona. In un primo momento il suo contenuto non sembrava destare sospetti, in quanto c’erano capi di abbigliamento. In realtà, ad un più accurato esame, in un paio di pantaloni erano nascosti 20 grammi di hashish. Il tentativo di fare entrare droga in carcere non è sfuggito agli attenti controlli degli agenti della polizia penitenziaria, che hanno sequestrato pacco postale e sostanza stupefacente.
A dare notizia dell’accaduto è il Sappe, il Sindacato autonomo della penitenziaria.
“Questo ennesimo rinvenimento di stupefacente destinato a detenuti, scoperto e sequestrato in tempo dall’alto livello di professionalità e attenzione dei Baschi Azzurri di Cremona, a cui vanno le nostre attestazioni di stima e apprezzamento per l’alta professionalità dimostrata, evidenzia una volta di più come sia reale e costante il serio pericolo che vi sia chi tenti di introdurre illecitamente sostanze stupefacenti in carcere”. A dirlo è Donato Capece,  segretario generale del Sappe: “ogni giorno la polizia penitenziaria porta avanti una battaglia silenziosa per evitare che dentro le carceri italiane si diffonda uno spaccio sempre più capillare e drammatico, stante anche l’alto numero di tossicodipendenti tra i detenuti. L’hashish, la cocaina, l’eroina, la marijuana e il subutex – una droga sintetica che viene utilizzata anche presso il Sert per chi è in trattamento – sono quelle più diffuse e sequestrate dai Baschi Azzurri. Ovvio che l’azione di contrasto, diffusione e consumo di droga in carcere vede l’impegno prezioso della polizia penitenziaria, che per questo si avvale anche delle proprie unità cinofile”. “Questo”, ha concluso Capece, “fa comprendere come l’attività di intelligence e di controllo del carcere da parte della polizia penitenziaria sia fondamentale. Che tutto ciò sia avvenuto nel carcere di Cremona, dove da mesi denunciamo le responsabilità dei vertici amministrativi e di polizia del carcere per una organizzazione del lavoro fallimentare e per livelli di sicurezza al di sotto del minimo, evidenzia ancora di più  l’alta professionalità, l’abnegazione e l’attenzione dei poliziotti penitenziari in servizio nel carcere di via Palosca, ai quali va la nostra riconoscenza ed il nostro apprezzamento”.

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