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Barrette alimentari basate sul Dna, il progetto cremonese a Expo

La cura e la prevenzione delle malattie oncologiche parte anche dall’alimentazione: e così la nutrigenomica arriva a Expo. Il progetto è totalmente cremonese e vede in prima linea associazioni benefiche e aziende del territorio: Arco Onlus presenta sabato all’esposizione universale il progetto di programma di prevenzione, cura e benessere basato sui principi della nutrigenetica. Gli studi sul rapporto DNA e alimentazione, quelli che hanno portato alla formazione del progetto, sono partiti dalla nostra città, dalla mente del dottor Daniele Generali, direttore della struttura semplice di farmacogenomica dell’ospedale di Cremona. Con l’analisi del DNA si valutano le predisposizioni genetiche di una persona e si può costruire uno stile di vita personalizzato, a partire proprio dall’alimentazione adeguata al patrimonio genetico individuale. Dai risultati del test, si sono create e si possono creare barrette alimentari integrative personalizzate, legate a ciò di cui il singolo individuo ha bisogno anche per prevenire l’insorgenza di malattie oncologiche. Le barrette verranno realizzate dall’azienda Rivoltini, che aveva già studiato quelle che Samantha Cristoforetti ha portato con sé nello spazio. «L’idea di puntare sullo studio del DNA è nata quando ci hanno chiesto che i proventi raccolti dall’iniziativa “Movember” fossero destinati alla prevenzione oncologica. Da qui la scelta», racconta Matteo Tedoldi, presidente di Arco, che sabato andrà a Expo alla ricerca di nuovi medici che sostengano il progetto della onlus cremonese, pronta a lanciare un forte segnale agli studi sulla prevenzione oncologica.

Federica Bandirali

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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