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Calcio malato, il pm si appresta a chiedere i rinvii a giudizio

Sono un centinaio i nomi finiti nell’inchiesta sul calcio scommesse per i quali il procuratore di Cremona Roberto di Martino, dopo la chiusura a febbraio delle indagini dopo quattro anni di lavoro, si appresta a chiedere il rinvio a giudizio. Per alcuni le accuse sono di associazione per delinquere, per altri di sola frode sportiva.  Tra gli indagati accusati di associazione a delinquere ci sono l’ex capitano dell’Atalanta Cristiano Doni, l’ex bomber della Nazionale Giuseppe Signori, il capitano della Lazio Stefano Mauri, l’ex calciatore Stefano Bettarini.

Di Mauri e Bettarini aveva parlato a lungo Hristyan Ilievski, ritenuto il capo del gruppo degli zingari, il macedone che dopo quattro anni di latitanza si era costituito alla polizia, fornendo, sia davanti al gip Guido Salvini che al procuratore di Martino, “una ricca collaborazione”, come gli inquirenti l’avevano definita. Ilievski aveva “descritto in modo dettagliato l’intervento suo” e di altri in relazione “soprattutto” a “Lazio-Genoa e Lecce-Lazio, sicuramente i due episodi più ‘sensibili’ e di rilievo” in quanto coinvolgono “squadre e giocatori di alto livello come la Lazio e Stefano Mauri”, indicando “in molti casi”, come si leggeva nell’ordinanza del gip Salvini, “anche i nomi dei giocatori corrotti, non solo i già confessi, ma anche alcuni che avevano sempre negato la loro responsabilità, in particolare Cristian Bertani e Mario Cassano”. Su Bettarini, in particolare, Ilievski aveva raccontato di avergli consegnato 60mila euro in relazione a una partita del Siena, aggiungendo che per quanto ne sapeva, l’ex calciatore, ora agente immobiliare a Miami, agiva per conto del presidente della squadra toscana, Massimo Mezzaroma, anch’egli raggiunto dall’avviso di chiusura delle indagini.

Il procuratore di Martino molto probabilmente chiederà il rinvio a giudizio anche per il ct della Nazionale Antonio Conte, accusato di frode sportiva per una delle due partite che lo hanno coinvolto nell’indagine sul calcio malato. Si tratterebbe della partita Albinoleffe-Siena del 29 maggio del 2011, mentre per l’altro match Novara-Siena del primo maggio del 2011 le accuse sarebbero cadute. A questo punto, dopo la richiesta di rinvio a giudizio, Conte, che ora sta valutando con i suoi legali, potrebbe chiedere il giudizio immediato, evitando in questo modo di passare dall’udienza preliminare. Secondo l’accusa, Conte, all’epoca tecnico del Siena, si sarebbe dovuto opporre alla combine comunicatagli dal portiere Coppola, e non semplicemente prenderne atto nell’impossibilità di evitare che il risultato venisse falsato.

Per la difesa, rappresentata dall’avvocato Leonardo Cammarata, agli atti dell’inchiesta ci sarebbe invece la “prova positiva” del fatto che Conte “nulla fece di quanto in suo potere” per assecondare le combine. “In Novara-Siena – scrive il legale nella memoria difensiva – non fece giocare Carobbio, (l’unico giocatore della sua squadra che nell’ipotesi di accusa che si era accordato con l’organizzazione criminale) e in Albinoleffe-Siena, secondo quanto riferito da Coppola, spronò la squadra e decise di far giocare i giocatori più motivati”.

Conte, intanto, resta il tecnico della Nazionale. “Il rinvio giudizio non è una condanna”, ha detto il presidente Figc Carlo Tavecchio. “In questo paese abbiamo le garanzie per tutti e ci sono per Conte che quindi resta al suo posto rispettando il contratto”.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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