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La resa della Provincia al Governo Impossibile chiudere il bilancio

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Dopo tanti campanelli d’allarme, che risuonano ormai da un anno, quando cioè venne sciolto il consiglio provinciale e si insediò il commissario come disposto dalla legge Delrio, è giunta probabilmente l’ora della verità per il futuro della Provincia. Svuotata di risorse, ma con tutte le competenze ancora in carico, l’ente di corso Vittorio Emanuele sta per dichiarare lo stato di dissesto non riuscendo con i conti attuali a chiudere il bilancio in pareggio. E’ datata 30 giugno la lettera con cui il responsabile del settore economico finanziario Massimo Placchi informa tre ministeri (Interno, Economia, Riforme) e la procura generale della Corte dei Conti della sostanziale impossibilità a mantenere gli equilibri di bilancio. Nè per il 2015, né tantomeno per il bilancio pluriennale 2015/2017.

Molto circostanziata la lettera con cui l’ente comunica le minori entrate del 2015: 900mila euro in meno rispetto al 2014 per gli introiti da rca auto; 620mila euro in meno per trasferimenti regionali ex fiscalizzati, pari a  -4%; riduzione di 369mila euro dal Fondo sperimentale di riequilibrio, che prevede, all’opposto, che la Provincia corrisponda allo Stato 3.905.000 euro per contribuire alla finanza pubblica. A questo si aggiunge la ‘mazzata’ disposta dalla legge 190 del 2014 che prevede a carico della Provincia un contributo allo Stato di 8.737mila euro per il 2015, 17.475.138 per il 2016 e 26.212.000 per il 2017 (ma a quel punto, come si potrà ancora parlare di Province?). “Tali restituzioni – si legge – sono di importo sproporzionato rappresentando il 50% nel 2015; l’84% nel 2016 e supera nel 2017 di euro 4.805.000 l’importo delle entrate tributarie provinciali”. In aggiunta  a questo ci sono altre voci (come l’impossibilità di realizzare  a breve introiti per dismissioni)  che prospettano uno squilibrio di “bilancio tale che non ha possibilità alcuna di essere ripianato, a normativa vigente, se non con una drastica riduzione delle previsioni di spesa che non possono non coinvolgere la resa di tutte funzioni e servizi obbligatori dell’Ente”.

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