Commenta

Non liberò il suo cane per sbranare i gatti del cognato: assolto

Un cremonese di 47 anni residente a Quinzano D’Oglio è stato assolto in tribunale a Brescia dalle accuse di stalking e animalicidio. Per l’imputato, il giudice ha dichiarato il non luogo a procedere per gli atti persecutori (a marzo c’era stata una remissione di querela), mentre ha assolto il cremonese, proprietario di un dobermann, dall’altra contestazione di animalicidio. La procura, invece, aveva chiesto la condanna a quattro mesi. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe liberato apposta il suo cane dal recinto affinchè sbranasse i gatti del cognato vicino di casa con il quale aveva pessimi rapporti da anni. Una storia, la loro, fatta di insulti, minacce, dispetti di ogni genere, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la morte dei felini. La denuncia è stata sporta nel 2013. In seguito, l’accusa di stalking è stata ritirata, a patto che il 47enne tenesse lontano il suo cane dai gatti, ma le aggressioni ai felini non cessavano. Da parte sua la difesa ha argomentato che non è stata raggiunta la prova dell’istigazione del cane, che non era liberato ma scappava dal recinto. Ora, però, l’imputato rischia un nuovo  processo: lo scorso 10 settembre con il suo trattore avrebbe schiacciato e ucciso altri gatti del cognato che lo ha nuovamente denunciato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti