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Omicidio da Frank, perquisizioni nel cremonese Si cerca la pistola

Si cerca in territorio cremonese l’arma usata per il ferimento di un albanese dipendente di Francesco e Giovanna Seramondi, i titolari della pizzeria da asporto da Frank uccisi l’11 agosto scorso nella prima periferia di Brescia. Nei giorni scorsi gli agenti della Questura hanno effettuato una perquisizione nel cremonese nel negozio e nell’abitazione di un indiano collegato al pakistano che ha ucciso i coniugi bresciani. Cercavano la pistola usata per ferire prima dell’omicidio il dipendente di Frank. Per l’omicidio dei Seramondi sono accusati il pakistano Muhammad Adnan e l’indiano Sarbjit Singh, mentre complici dei due presunti assassini sono considerati Gurgjit Singh, 29 anni, operaio indiano residente a Robecco d’Oglio, e il connazionale Santokh Singh, residente nel bresciano, titolare di un kebab ad Azzano Mella. Quest’ultimo è accusato di concorso in omicidio plurimo premeditato, ricettazione e porto di armi illecite, mentre il 29enne, sposato e padre di due figli, di detenzione illecita di armi. Gli investigatori sono convinti che l’indiano residente a Robecco avrebbe fornito, oltre alla pistola che il 1 luglio scorso ferì in un agguato il dipendente di Seramondi, anche il fucile utilizzato per il duplice delitto. Le contestazioni riguardanti l’arma sono relative al fucile a canne mozze usato per uccidere i coniugi bresciani e anche alla pistola, non ancora trovata, che gli stessi killer avrebbero utilizzato per ferire il dipendente albanese alcuni mesi prima.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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