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Lotta per le Botteghe Lo Statuto al centro delle controversie

La battaglia per l’utilizzo del marchio non è la cosa più importante per Paolo Mantovani, presidente uscente delle ‘Botteghe del centro’, l’associazione nata 23 anni fa nella sede di Confcommercio Cremona, ma – afferma – completamente autonoma dall’Ascom, “visto che se nel corso degli anni qualcosa è arrivato da Confcommercio alle Botteghe,  ci sarebbe anche da quantificare quanto hanno giovato le attività delle Botteghe all’immagine, e non solo a quella, dell’Ascom. Il punto non è detenere un marchio, ma far sentire la voce di un tessuto imprenditoriale che è profondamente cambiato, nel quale esistono settori – penso alle comunicazioni, alle nuove tecnologie, al settore svago e intrattenimento – le cui problematiche non sono facilmente rappresentabili nella classica formula associativa.  Dalla mia esperienza al tavolo del Duc ho visto che trova più voce una rappresentanza ‘territoriale’ piuttosto che quella legata alla singola associazione di categoria”. Mantovani è al centro delle polemiche dopo l’ultimo direttivo nel quale “a maggioranza – continua –  si è deciso di procedere secondo Statuto”, ossia aprendo le porte anche ai non iscritti Ascom. L’obiettivo è arrivare al massimo entro ottobre, ad una nuova lista da sottoporre ai soci per il rinnovo del direttivo. Scaduto da tempo – ricorda Marco Stanga, diventato da alleato a nemico principale di Mantovani nella successione alla guida dell’associazione. Ora Stanga, figlio d’arte (il padre Franco è stato a lungo in giunta e alla presidenza Ascom) e presidente del gruppo Giovani, è a capo della cordata ‘Cremona siamo noi’, che ha raccolto 70 adesioni. E’ convinto che sia Mantovani a non rispettare lo statuto, in quanto sarebbero solo le aziende che hanno versato la quota associativa (all’Ascom) a poter essere considerate iscritte alle Botteghe e avere quindi diritto di voto. Stanga parla di violazione dello statuto da parte di Mantovani, ricorda che è scaduto da un anno e che aveva promesso le elezioni entro settembre e che non è stato in grado di produrre un elenco di iscritti, arrivando ad ipotizzare nei suoi confronti una diffida. Mantovani gli ribatte che lo Statuto, consultabile da tutti sul sito Ascom, gli dà ragione e che “in 22 anni il problema è sempre stato il contrario, c’è sempre stata la difficoltà a trovare candidature per la presidenza. Mi fa piacere, io sto solo tenendo le fila di un gruppo che esiste indipendentemente da me, non sono stato io ad andarlo a cercare, anzi se qualcun altro vuole candidarsi al mio posto ben venga. Ma non si può ignorare l’esistenza di queste altre voci, tra le quali ci sono imprenditori Ascom e non Ascom, anche se i primi sono in maggioranza”.
Dall’altro fronte, Stanga ha già raccolto 70 firme che verranno consegnate al presidente e rivendica la paternità di attività a favore del commercio già svolte o imminenti.

Anche Mantovani sta procedendo in questa direzione ed è certo di agire secondo normativa: “Possono essere soci delle Botteghe tutte le aziende del territorio cremonese, senza distinzioni né di ubicazione, né di categoria, quindi anche liberi professionisti e artigiani oltre che commercianti. Lo statuto in questo è chiaro e a mio avviso questo rappresenta un elemento di necessario arricchimento del gruppo. I dieci euro in più, rispetto alla quota associativa Ascom, che venivano chiesti ai soci se volevano aderire alle ‘Botteghe’, non è di per sé una ‘prova’ di iscrizione alle Botteghe: chiunque, lo ripeto, voglia parteciparvi lo può fare, se c’è l’accettazione del Direttivo. Questo dice lo statuto”.

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