Cronaca
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Corruzione, arrestato il vice presidente di Regione Lombardia, Mario Mantovani

AGGIORNAMENTO  – Il Partito Democratico depositerà domattina una mozione di sfiducia al presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni dopo l’arresto del suo vice Mario Mantovani, martedì 13 ottobre. Lo hanno annunciato questo pomeriggio in una conferenza stampa il capogruppo Enrico Brambilla e il segretario Alessandro Alfieri unitamente ad Umberto Ambrosoli e alla capogruppo del Patto Civico Lucia Castellano. Secondo quanto prevede il regolamento del Consiglio, la mozione dovrà essere discussa già nella seduta di martedì prossimo. La mozione di sfiducia richiede la firma di almeno sedici consiglieri, e Pd e Patto Civico insieme ne contano ventidue. Se si aggiungessero, come il Pd auspica, anche le nove firme del M5S, si arriverebbe a trentuno.

“La magistratura accerterà quelle che sono le responsabilità giudiziarie, ma qui c’è un enorme problema politico – dichiara il segretario e consigliere regionale del Pd Alessandro Alfieri -. Il presidente Maroni si era candidato alla guida della Lombardia agitando le scope e promettendo di riportare trasparenza e legalità in Regione. Il suo progetto politico è fallito. E’ sotto gli occhi di tutti: l’andazzo è sempre lo stesso con Regione Lombardia, ancora una volta, coperta dall’onta degli scandali. Maroni di questo ha la responsabilità politica e deve trarne le conseguenze. Noi metteremo in campo tutti gli strumenti per far sì che questa legislatura termini prima del tempo e si possa definitivamente voltare pagina rispetto alla pessima gestione della Lega e del centrodestra”.
“La nostra mozione è un atto politico contro la giunta Maroni – spiega il capogruppo democratico Enrico Brambilla – che in questi due anni e mezzo non è stata in grado di garantire la svolta necessaria per il buon governo della Regione Lombardia. Da qui a martedì continueremo all’interno delle commissioni a fare nostra opposizione ferma. Non garantiremo in alcuna circostanza il numero legale né parteciperemo a gruppi di lavoro. La nostra è opposizione politica per come è governata la Regione Lombardia. Mettiamo a disposizione il nostro atto a tutta l’opposizione – continua Brambilla – anche ai consiglieri del Movimento cinque stelle, ricordando loro che se non avessero offerto a Maroni un’inaudita stampella sull’inutile e costoso referendum consultivo saremmo oggi in contesto diverso”.  “Meglio di così la Lombardia non poteva festeggiare la giornata della trasparenza -si legge invece in un comunicato di M5S –  il vicepresidente Mantovani è stato arrestato, Maroni andrà a processo e, al momento risulterebbe indagato l’Assessore al bilancio Massimo Garavaglia, braccio destro del governatore” evidenzia Dario Violi capogruppo del M5S Lombardia. “Stiamo predisponendo  una mozione di sfiducia nei confronti di Maroni che si deve dimettere immediatamente. Ci auguriamo che il Consiglio regionale faccia un atto di orgoglio e che converga sulla nostra richiesta”. I lombardi non si meritano questa vergogna, loro sono evidentemente meglio di chi li governa. L’arresto di oggi è la prova provata che tante denunce che abbiamo sollevato negli ultimi anni sono fondate e che Maroni non è mai stato in grado di allontanare le lobby di affaristi e corruttori dalla cassaforte dei lombardi. E’ necessario tornare al voto subito e Maroni e i suoi assessori devono tornarsene a casa a cercarsi un lavoro per la prima volta nella loro vita. Per riportare legalità, pulizia e onestà in regione c’è bisogno di una Lombardia a Cinque Stelle”.

E’ finito in manette questa mattina il vice presidente della Regione Lombardia (ed ex assessore alla Sanità) Mario Mantovani, con le accuse di corruzione e concussione. Con lui è stato arrestato anche Giacomo Di Capua, 34 anni, suo collaboratore e dipendente della Regione, e Angelo Bianchi, ingegnere del provveditorato alle opere pubbliche per la Lombardia e la Liguria. Si tratta di accuse che, se confermate, si configurano come molto gravi: abuso di ufficio, turbativa d’asta, corruzione e concussione per appalti nella sanità in Lombardia relativi al periodo tra il 6 giugno 2012 e il 30 giugno 2014. Questo si legge nell’ordinanza emessa dal gip Stefania Pepe e firmata dal procuratore Edmondo Bruno Liberati. Nell’ambito dell’inchiesta, figurano altri 12 indagati che, secondo gli inquirenti, “hanno concorso a vario titolo nei reati”.

Gli accertamenti sono scattati nelle sedi delle province di Milano, Pavia, Varese, Vercelli e Rimini, negli uffici degli indagati in Regione nonché in 9 abitazioni e 17 enti o società riconducibili, oltre ai 3 arrestati, anche a 12 ulteriori indagati che hanno concorso a vario titolo nei reati menzionati.

Mantovani (Forza Italia), è stato assessore alla Sanità fino a circa un mese fa quando il suo ruolo è passato nelle mani di Maroni, con il quale ci sarebbe stata una rottura. Da allora era rimasto soltanto vice presidente della Regione.

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