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'Storie dal nostro piatto: le filiere del cibo e il contrasto alle agromafie'

“Storie dal nostro piatto: le filiere del cibo e il contrasto alle agromafie”, questo il tema dell’incontro svoltosi lunedì mattina a Cremona, nell’aula magna dell’Itis Torriani gremita di studenti, con la presenza di Gian Carlo Caselli, presidente del Comitato scientifico della Fondazione ‘Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare’, Rolando Manfredini, capo area sicurezza alimentare di Coldiretti, Marco Uguzzoni, comandate dei Nac di Parma.

L’incontro aveva la regia della ‘rete’ che raccoglie Scuole (con l’Itis Torriani capofila ci sono gli Istituti Stanga, Ghisleri, Liceo Vida, l’Istituto Comprensivo ‘Foscolo’ di Vescovato), Coldiretti Cremona, ‘Libera Associazioni nomi e numeri contro le mafie’, con i Comuni di Cremona, Vescovato e Gadesco Pieve Delmona. Un percorso che ha condotto gli studenti ad affrontare il tema del contrasto alle agromafie, sia in classe che attraverso ‘uscite’, testimonianze, visite nelle aziende, e che è stato vincitore della fase regionale del Premio Oscar Green 2015.

Moderato da Lorenzo Frigerio, coordinatore di ‘Libera Informazione’, l’incontro – al quale erano presenti Paolo Voltini, presidente di Coldiretti Cremona, e Tino Arosio, direttore della Federazione – ha visto i relatori evidenziare, ciascuno per la propria parte, le illegalità, gli inganni e le molteplici zone d’ombra che oggi ledono i diritti dei cittadini e danneggiano il Paese. Se il Comandante dei Nac Uguzzoni ha evidenziato contenuti e valore della quotidiana battaglia delle forze dell’ordine contro il finto Made in Italy, il Capo area di Coldiretti Manfredini ha illustrato vari esempi di ‘filiera del cibo opaca’, citando la battaglia che la prima Organizzazione degli agricoltori italiani sta conducendo nel segno della trasparenza, della tracciabilità dal campo alla tavola e della necessità di giungere all’obbligo di indicazione dell’origine in etichetta per tutti i prodotti agroalimentari.

“La filosofia della mafia è ‘piatto ricco, mi ci ficco’. Dove c’è da guadagnare le mafie arrivano e nell’agroalimentare italiano la mafia trova grandi possibilità di affari”  ha detto l’ex procuratore Caselli, parlando ai ragazzi di agromafia e agropirateria, di italian sounding, della piaga del caporalato, nel descrivere la mafia come “liquida”, “proprio come l’acqua, capace di penetrare, di infilarsi dappertutto, in tutti i segmenti dell’agroalimentare, nella produzione, trasformazione, nel trasporto, nella commercializzazione, distribuzione, ristorazione”.

Di questi temi Caselli e Coldiretti parleranno anche oggi, nell’appuntamento previsto  alle ore 15 a Roma nel Centro Congressi Rospigliosi, con l’obiettivo di approfondire il ruolo dell’Autorità anticorruzione nel settore agroalimentare, caratterizzato da penetranti rapporti dei privati con Pubbliche amministrazioni, come nelle procedure di appalto per le mense scolastiche e ospedaliere o per quelle della gestione del verde pubblico, nel rilascio di autorizzazioni e nulla-osta anche per lo smaltimento dei rifiuti o la questione relativa alle etichettature e alla tutela dei marchi.

Accanto a Caselli ci saranno Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Giovanni Legnini, vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Roberto Moncalvo, presidente nazionale di Coldiretti e presidente della Fondazione ‘Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare’, Maurizio Martina, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali.

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