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Sesso con 16enne marocchino,
edicolante ricattato dallo zio del
ragazzo: arresto per estorsione

E’ stato ricattato dallo zio di un ragazzino di 16 anni con il quale aveva avuto un rapporto sessuale. Presunta vittima, l’edicolante di Stagno Lombardo che ha sporto denuncia ai carabinieri. In manette per estorsione un marocchino di 46 anni.

di Sara Pizzorni

Il maresciallo D'Errico

Il maresciallo D’Errico

E’ stato ricattato dallo zio di un ragazzino di 16 anni con il quale aveva avuto un rapporto sessuale. Presunta vittima, l’edicolante di Stagno Lombardo, un uomo di mezza età che lunedì si è rivolto ai carabinieri di San Daniele Po presso i quali ha sporto denuncia. In manette è finito un marocchino di 46 anni residente ad Annicco, accusato di estorsione. La vicenda risale a sabato scorso. Secondo la denuncia dell’edicolante, il minorenne marocchino si sarebbe presentato in edicola per offrirsi sessualmente senza chiedere denaro in cambio. Il rapporto si è consumato a casa dell’edicolante, e tutto sembrava essere finito lì. Invece dopo qualche ora il ragazzino si è nuovamente presentato in edicola, questa volta accompagnato dallo zio, con il quale il minore si era confidato. Lo zio, il 46enne marocchino, pretendeva denaro dall’edicolante in cambio del rapporto sessuale consumato con il nipote.

L'avvocato Bonfanti

L’avvocato Bonfanti

A quel punto la presunta vittima ha consegnato al marocchino 300 euro, ma l’uomo ha chiesto di più: ‘se non mi dai 1.800 euro, ti ammazzo’. Il negoziante, spaventato, ha preso tempo, dicendo al marocchino che gli avrebbe consegnato il denaro, ma che avrebbe dovuto aspettare fino a lunedì. Nel frattempo l’edicolante si è rivolto ai carabinieri di San Daniele guidati dal maresciallo Nazzareno D’Errico che hanno preparato una ‘trappola’ per il marocchino. Lunedì l’edicolante si è recato in banca per ritirare il denaro per poi consegnarlo al 46enne. Al momento della consegna, però, c’erano anche i militari che hanno arrestato il marocchino per estorsione. La posizione dell’edicolante, invece, è ancora al vaglio degli inquirenti. Oggi l’arrestato, scortato dai carabinieri, è comparso davanti al giudice Maria Stella Leone e al pm onorario Silvia Manfredi per essere processato per direttissima. Al termine del rito, il giudice ha convalidato l’arresto e ha rinviato il processo a giovedì, visto che l’avvocato Franco Bonfanti, che assiste l’imputato, ha chiesto i termini a difesa. In attesa di essere giudicato, il marocchino resta in carcere. “Una situazione delicata”, si è limitato a commentare il difensore.

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