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Tavolo del latte,
il 30 novembre
nuova convocazione

“Ho riconvocato il tavolo latte per lunedì 30 novembre; bisogna al più presto raggiungere un prezzo del latte che dia certezze alla filiera, perché la crisi di redditività rischia di portare alla chiusura molte stalle entro la fine dell’anno”.

Lo ha detto ieri sera l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, intervenendo all’incontro “Quali prospettive per l’agricoltura lombarda?”, organizzato a Castelbelforte e che ha visto la presenza del sindaco del comune mantovano, Massimiliano Gazzani.

“Se l’iniziativa di Regione Lombardia serve per spronare il ministero delle Politiche agricole a raggiungere un risultato – ha proseguito Fava – non sono certo dispiaciuto. Non ho l’ambizione di fare il presidente della Regione, a differenza di Martina”.

Quanto alla dote di 25 milioni di euro destinati dalla Commissione europea al Fondo per la crisi della zootecnia, l’assessore Fava ha ricordato come in alcuni paesi del Nord Europa le risorse siano già state distribuite agli allevatori. “Da noi, invece, non si è ancora deciso secondo quali criteri assegnarli – ha commentato – salvo l’unica certezza che, inspiegabilmente, quei soldi destinati al comparto zootecnico nel suo insieme, non sosterranno la suinicoltura né il comparto dei bovini da carne”.

Nei giorni scorsi l’assessore Fava aveva suggerito di investire le risorse per creare “una polizza sul rischio del valore del latte, come fanno negli Stati Uniti col Farm Bill e che, da fonti dirette, è una soluzione particolarmente apprezzata dal mondo allevatoriale”.

Le alternative studiate dal ministro Martina rischiano di risultare inefficace. “Il sistema è sommerso da una raffica di proposte, nessuna delle quali in verità convincente o in grado di migliorare la situazione delle aziende lattiere e di traghettare il mercato fuori dalle secche in cui si trova da un anno a questa parte – ha affermato Fava -. Come prima ipotesi il Mipaaf aveva pensato di utilizzare tutti i 25 milioni di euro per acquistare forme di Grana Padano e Parmigiano-Reggiano per gli indigenti; poi, a bando aperto, si è ventilata l’idea di un contributo per litro latte, vale a dire un’elemosina pari a 0,8 centesimi di euro al litro. Non mi pare sia corretto lanciare ipotesi a caso per vedere le reazioni del sistema”.

L’assessore lombardo si è anche definito “europeista convinto: ma non nella formula paludata in cui è intesa oggi l’Unione europea, perché la soluzione corretta è quella di un’Europa delle Regioni, in cui la Baviera e la Lombardia possano entrambe essere titolate a confrontarsi con Bruxelles, senza mediazioni intermedie”.

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