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Orgoglio Coldiretti per l'export
agroalimentare, le atlete Pomì
bandiere del 'saper fare'

La forza simbolica di una squadra vincente come la Pomì ha dato il via questa mattina a teatro Ponchielli al convegno di Coldiretti sul futuro dell’agricoltura e sullo stato dell'export agroalimentare.
foto Sessa

La forza simbolica di una squadra vincente come la Pomì ha dato il via questa mattina a teatro Ponchielli al convegno di Coldiretti sul futuro dell’agricoltura e sull’export dell’agroalimentare. La squadra si è presentata al completo, accompagnata dall’allenatore Barbolini e dal presidente Massimo Boselli Botturi, schierandosi sul palco mentre la violinista Anastasiya Petryshak ha eseguito l’Inno di Mameli e il Capriccio n. 24 di Paganini. Ad applaudire c’erano il presidente provinciale di Coldiretti Paolo Voltini,  quello nazionale Roberto Moncalvo, il presidente lombardo Ettore Prandini e il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo; il Ministro dell’agricoltura Maurizio Martina. In platea, tra gli altri: l’assessore regionale all’agricoltura Gianni Fava, il senatore Luciano Pizzetti, l’eurodeputato Massimiliano Salini; il consigliere regionale Carlo Malvezzi, il presidente della Camera di Commercio Giandomenico Auricchio.

pomi palco - dentro

Valentina Tirozzi, capitana della squadra di volley che sta vincendo di tutto (capolista in solitaria in campionato; Supercoppa; tre vittorie su quattro partite nel primo turno di Champions), ha riscaldato la platea stipata di agricoltori spiegando che è “un onore e privilegio per noi, portare in Italia e in Europa il mondo Pomì e tutto il comparto agroalimentare, asse portante del nostro Paese; voi tifate per noi, noi tifiamo per voi”. Una riuscita operazione di comunicazione, che insieme alla sfilata di bandiere gialle fino a mezzo viale Po, ai palloncini e alle zucche giganti di fronte al teatro, rivela cosa stia diventando la forza di Coldiretti in città e provincia. Che la sintonia sia piena e completa, tra rappresentanza di categoria e istituzione locale, lo dimostra il discorso introduttivo del sindaco Galimberti: “E’ davvero ora di smetterla di lamentarci per le cose che non funzionano, dobbiamo lavorare nella consapevolezza di ciò che siamo e il nostro territorio è una potenza, siamo unici al mondo, abbiamo un’originalità che non teme paragoni”. Musica, liuteria, agroalimentare sono i tre pilastri su cui si fonda questa originalità, insieme alla  cultura del ‘saper fare’, tanto in campo artistico (la liuteria) quanto nel settore primario (agricoltura). Galimberti lo ripete in ogni occasione ma stavolta il leit motiv si integra con lo slogan scelto da Coldiretti per la giornata cremonese, e cioè  “Gente che costruisce, piuttosto che lamentarsi”. Mentre nel successivo intervento, Moncalvo non ha esitato ad elogiare il primo cittadino come “cavallo di razza”.

Il modello Coldiretti che riesce a far squadra è poi stato sottolineato dal presidente Voltini, che ha subito preso le distanze dal “pericoloso appello all’unaritarismo” che aleggia sull’imprenditoria agricola e zootecnica in questa difficile fase congiunturale. Un riferimento anche alla recente lotta per l’equa retribuzione del latte, che ha visto lo scontro a distanza tra i vertici di Coldiretti e quelli di Confagricoltura in merito alla paternità delle rivendicazioni e dei risultati ottenuti.  “C’è una cosiddetta rappresentanza agricola – ha aggiunto Voltini – che ha ricevuto i complimenti delle multinazionali per come ha condotto la battaglia del latte; noi siamo orgogliosi di essere stati attaccati”. E ancora: “Coldiretti sta colorando di giallo questa città, cancellando anni di isolamento, grazie ai nostri soci consapevoli di essere parte di un’associazione forte, all’interno di un grande contenitore confederale. Le cose stano cambiando in città e provincia, è la fine dell’unitarismo per quieto vivere e il rilancio della voglia di fare”.

Quindi sono state enumerate alcune delle tappe che nell’ultimo anno e mezzo hanno portato l’associazione ad ampliare il consenso e a conquistare la presidenza per la prima volta nella storia del Consorzio Agrario provinciale, a rafforzare il rapporto con i soci e ad instaurare un “franco ed autorevole rapporto con le istituzioni del territorio”. A proposito del Consorzio: “Stiamo cambiando le tante cose che non andavano, lavorando perchè sia patrimonio ed opportunità per tutti, facendolo uscire dall’isolamento provinciale”. Annunciata tra l’altro l’adesione al circuito nazionale del Cai (consorzi agrari d’Italia, ne raggruppa una ventina). Il risultato dell’ultima contrattazione sul prezzo del latte alla stalla, che ha strappato 3 centesimi in più a favore degli allevatori, a molti sembrerà poca cosa ma, ha poi sottolineato Moncalvo, sono più di quanto si fosse riusciti a fare finora, “e soprattutto per la prima volta un ministro dell’agricoltura ha prelevato un centesimo dal proprio bilancio e questo non è poco” (il presente Martina). Molto apprezzata anche l’iniezione di 800 milioni per ridurre la fiscalità delle imprese agricole.

PREZZO LATTE – “Un primo passo verso una vera valorizzazione dell’intera filiera del latte e un risultato concreto della nostra protesta a favore degli allevamenti e dei prodotti Made in Italy” ha poi detto Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia e vice presidente nazionale di Coldiretti dopo l’intesa raggiunta con la multinazionale Lactalis sul prezzo del latte alla stalla che prevede in tutto il Nord per il prossimo trimestre un aumento di 2,1 centesimi al quale vanno aggiunti il centesimo garantito dal Ministero delle Politiche Agricole con aiuti straordinari dell’Unione Europea. “A tutto questo – spiega Prandini – si potranno aggiungere poi le risorse che le singole regioni vorranno stanziare per compartecipare al fondo di intervento straordinario della UE e sostenere così gli allevatori nelle rispettive realtà di riferimento. Anche la Lombardia, se vuole, potrà aggiungere risorse in grado di migliorare la situazione del suo comparto zootecnico”.

ponchielli coldiretti fuori - dentro

 

ponchielli coldiretti

g.biagi

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