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Tangente per la discarica:
'Atto talmente illegittimo
da risultare anomalo'

E’ stata depositata la motivazione della sentenza con cui il 29 ottobre 2014 il gup di Milano Vincenzo Tutinelli aveva condannato a due anni di reclusione l’imprenditore Pierluca Locatelli.

E’ stata depositata la motivazione della sentenza con cui il 29 ottobre 2014 il gup di Milano Vincenzo Tutinelli aveva condannato a due anni di reclusione l’imprenditore Pierluca Locatelli, accusato di aver versato una tangente da 110 mila euro all’ex vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia Franco Nicoli Cristiani per ottenere il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale necessaria per l’apertura di una discarica di amianto a Cappella Cantone.  Come scrive ‘L’Eco di Bergamo’, il gup sottolinea che “l’emanazione” dell’autorizzazione integrata ambientale è stata “accompagnata dal pagamento di una lauta tangente”.  E si sofferma sulla deliberazione numero IX/1594 approvata dalla giunta regionale nella seduta del 20 aprile 2011 titolata “Atto di indirizzo per il coordinamento delle procedure amministrative di Via e di autorizzazione di impianti di gestione dei rifiuti da localizzarsi in ambiti estratti dei piani cave vigentì”.

Secondo il giudice, “la Giunta regionale all’unanimità ha approvato un atto che riguarda solo Cavenord (e l’imputato Locatelli), affermando che il divieto contenuto nel piano cave in ordine destinazione dell’area poteva essere vanificato e disatteso tramite autorizzazione integrata ambientale”. Un atto, quindi, “talmente illegittimo da risultare anomalo”. Il gup sottolinea inoltre la “messe di irregolarità, illegittimità e anomalie di cui sono costellate istruttoria e approvazione dell’autorizzazione integrata ambientale” attraverso l’intervento di “funzionari addomesticati nella trattazione della pratica”. E conclude rimarcando “l’evidente efficacia causale della dazione della tangente rispetto al rilascio dell’autorizzazione”.

Il difensore di Locatelli, l’avvocato Roberto Bruni, ex sindaco di Bergamo e consigliere regionale della lista Ambrosoli, ha presentato ricorso in appello, chiedendo l’assoluzione dell’imprenditore e della moglie, anche lei condannata a due anni.

Nello stesso procedimento, Nicoli Cristiani, all’epoca esponente del Pdl, e l’ex dirigente dell’Arpa Giuseppe Rotondaro avevano patteggiato la pena, rispettivamente a due anni e un anno e otto mesi di reclusione. Imputati, tra gli altri, l’ex presidente della Regione Lombardia e senatore del Nuovo Centrodestra Roberto Formigoni e l’ex assessore regionale all’Ambiente Marcello Raimondi, prosciolti dal gup con la formula del “non luogo a procedere” insieme agli ex vertici della Compagnia delle Opere di Bergamo Rossano Breno e Luigi Brambilla. Il filone con al centro presunte tangenti per oltre un milione di euro versate da Locatelli, titolare dell’impresa Cavenord, alla Cdo su input di Formigoni per ottenere in cambio delibere favorevoli al progetto della discarica, che vede tra gli indagati l’ex governatore lombardo e Raimondi, era stato trasferito per competenza territoriale a Bergamo, dove sarebbero avvenuti gli illeciti contestati dal pm Paolo Filippini.

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