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Scuola di Liuteria: ultimo anno
di sperimentazione, e poi?

E' uno dei tasselli del riconoscimento Unesco per la Liuteria cremonese: ma la scuola di liuteria naviga a vista, con la prossima fine del progetto sperimentale per la scuola internazionale.

Resta il nodo della scuola di Liuteria nel Piano di dimensionamento scolastico da poco approvato dalla Provincia. L’istituto Stradivari, di Cremona, che ospita la scuola internazionale di Liuteria e il Liceo Musicale, naviga a vista ogni anno in quanto non avendo un numero sufficiente di iscritti (441 quest’anno) per giustificarne l’autonomia, non è dotato di un preside e di un dirigente amministrativo ad hoc.  E con la fine di quest’anno scolastico scadrà (giugno 2016) il progetto sperimentale attivato dal 2012 per la sezione di Liuteria che consente alla scuola una maggiore integrazione e maggiore disponibilità di insegnanti da utilizzare su entrambi i corsi. Un eventuale mancato rinnovo del progetto metterebbe in seria crisi la scuola. Circostanza da evitare, per tutti gli enti territoriali, anche per poter continuare a fregiarsi del titolo di patrimonio immateriale dell”umanità Unesco attribuito alla Liuteria Cremonese. Il fatto che la scuola ogni anno debba avere un dirigente in reggenza, determina  – si legge nel Piano di dimensionamento provinciale  – una “condizione di continui e notevoli disagi, ostacolando il regolare funzionamento di una scuola che, per sua natura, necessita senz’altro di un’attenzione costante da parte delle figure apicali.
Per quanto sopra esposto si ritiene necessario proporre, anche per l’a.s. 2016/2017, il mantenimento dell’autonomia scolastica in capo all’I.I.S. “Stradivari” richiedendo, contestualmente, l’assegnazione del Dirigente Scolastico e del DSGA interamente dedicati al fine di curare, con le dovute attenzioni e continuità, le relazioni, anche internazionali, utili allo sviluppo del comparto formativo in un settore così caratteristico e delicato come la liuteria”.

Di queste istanze si è fatto portatore anche il sindaco Galimberti nel recente incontro con il ministro dell’Istruzione Giannini in visita a Cremona.

Il trend delle iscrizioni nelle scuole superiori è stato ‘fotografato’  di recente da un altro documento provinciale, il Rapporto sulla popolazione scolastica. Continuano a perdere colpi le scuole della provincia a indirizzo tecnico e professionale, mentre spopolano i licei, che in quest’anno scolastico raccolgono ormai oltre il 37% della popolazione. Il 32,48% frequenta una scuola tecnica (dato in costante diminuzione dal 2010, da quando cioè è entrata in vigore la riforma delle superiori) e il 16,38% una scuola professionale. Calo di iscritti anche nei percorsi di Istruzione e formazione professionale attivati nelle scuole secondarie. Dal piano provinciale dell’offerta formativa emerge la crisi nera in cui versano i corsi di natura tecnica. Molti, tra quelli che le singole scuole avevano messo sulla carta offrendoli come opportunità alle famiglie, vengono ora cancellati per cronica mancanza di iscrizioni. E’ la sorte, ad esempio, dei corsi di IFp (Istruzione e formazione professionale) per operatore elettrico, quello per operatore delle produzioni chimiche, dell’artigianato e industriali dell’istituto Ala Ponzone Cimino; i corsi per operatore ristorazione – servizi di sala bar dello Sraffa di Crema; per allevamento di animali allo Stanga di Cremona; soppressione disposta anche per il corso destinato ai disabili in materia amministrativa proposto dallo Ial di Cremona e dalla fondazione Santa Chiara di Casalmaggiore, come pure per il corso di operatore del legno proposto dal CrForma di Crema.

In compenso, molti di questi stessi istituti puntano su altri settori, con inserimento nel piano provinciale di corsi per ausiliario socio sanitario, per sarti, per altre tipologie di servizi per la ristorazione.

Giuliana Biagi

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