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Messa in sicurezza dei soffitti
per 20 scuole cittadine:
il Comune stanzia 246mila euro

Sono stati stanziati dal Comune 246.275 per la messa in sicurezza dei soffitti di ben 20 edifici scolastici cittadini, tra scuole materne, elementari e medie.

Il Comune di Cremona mette mano agli edifici scolastici comunali, che da tempo verano in condizioni di grande precarietà. A questo proposito sono stati stanziati dal Comune 246.275 per la messa in sicurezza dei soffitti di ben 20 edifici scolastici cittadini, tra scuole materne, elementari e medie. Un progetto che si colloca nell’ambito degli interventi di messa in sicurezza e adeguamento impiantistico/strutturale delle varie scuole, inseriti nel Piano delle opere pubbliche 2015-2017. La spesa complessiva degli interventi è pari a complessivi 400.000 euro.

Gli edifici interessati dai lavori saranno: scuola Badia (Cavatigozzi), scuola Castello, scuola Martini, scuola San Felice, scuola Agazzi, scuola Aporti, scuola Martiri della Libertà, scuola Gallina, scuola San Giorgio, scuola Villetta, scuola Zucchi, scuola Boschetto, scuola Manzoni (sia la sede in via Decia che la succursale di via Tofane), scuola Realdo Colombo, scuola Bissolati, scuola Bianca Maria Visconti, scuola Sant’Ambrogio (2 edifici), scuola Virgilio.

“Il vasto patrimonio di edilizia scolastica del Comune di Cremona comprende edifici che, per epoca di costruzione e caratteristiche costruttive, presentano concreti rischi riguardo alla stabilità di elementi orizzontali di solai e soffittature in genere, per cause che dipendono da molteplici fattori di cui alcuni imprevedibili” si legge nella determina di approvazione dei lavori. “Per garantire un adeguato standard di sicurezza ed evitare ogni tipo di distacco o sfondellamento, non è sufficiente  un costante controllo visivo accompagnato da prove empiriche (saggi, battiture ecc), ma sono necessarie indagini diagnostiche specialistiche condotte anche con l’ausilio di strumentazioni”.

Dei trenta edifici per i quali è stato avviato un programma di monitoraggio dall’amministrazione,21 sono già stati monitorati e a breve lo saranno anche i restanti 9. Per i nidi e per  gli altri edifici non compresi nell’elenco per i quali al momento non sono ancora state eseguite le indagini, l’amministrazione programmerà in seguito un altro lotto d’intervento.

In base ai risultati delle indagini, la società ha redatto  la mappatura dello stato di degrado del plafone e del fondello. La mappatura in base allo stato di conservazione, comprende le seguenti casistiche: normale, mediocre, scadente, pessimo, pericoloso.  Per le zone pericolose si è già provveduto alla messa in sicurezza con l’esecuzione di interventi sia puntuali (rifacimento intonaco) che estesi con posa di controsoffitto antisfondellamento. L’intervento in base al degrado riscontrato e alle risorse disponibili, ha i seguenti obiettivi: mettere in sicurezza dal rischio di distacco del fondello in laterizio; mettere in sicurezza dal rischio di distacco dell’intonaco; intervenire prima sulle zone a maggior degrado identificate come “zone pessime”; adottare dove possibile metodologie con un basso rapporto costi/benefici; adottare metodologie non vulnerabili in caso di perdita degli impianti meccanici; adottare metodologie appropriate  al tipo di orizzontamento; mettere in sicurezza più zone possibili  tenuto conto  l’evoluzione del degrado; mitigare l’impatto visivo del presidio di sicurezza adottato.

Laura Bosio

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