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Messa del vescovo
per il mondo del lavoro
alla Latteria Soresina

Alcuni momenti della celebrazione (Foto: Sessa)

Nella sala assemblee della Latteria Soresina monsignor Dante Lafranconi, nella mattinata di sabato 19 dicembre, ha celebrato l’Eucaristia natalizia per il mondo del lavoro. Oltre 200 le persone presenti alla liturgia promossa dall’Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro diretto da Sante Mussetola. Lo annuncia il sito della Diocesi di Cremona. In prima fila i vertici della cooperativa che raccoglie 200 soci e offre lavoro a 700 addetti: il presidente Tiziano Fusar Poli, il suo vice Leonardo Locatelli e il direttore generale Aldo Cavagnoli.

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Moltissime le autorità, tra cui il sottosegretario Luciano Pizzetti, l’europarlamentare Massimiliano Salini, i consiglieri regionali Federico Lena e Carlo Malvezzi, il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti, il primo cittadino di Soresina Diego Vairani e diversi altri sindaci del territorio. Presenti  i rappresentanti degli industriali, dei lavoratori e anche del terzo settore. Tanti  i soci della Latteria, uno dei marchi più legati al territorio, ma conosciuto in tutto il mondo, con oltre un secolo di storia.

A fianco di mons. Lafranconi il parroco di Soresina don Piccinelli, con i vicari don Piana e don Ottoni, il vicario zonale don Antonio Bandirali con diversi parroci della zona terza o legati alla pastorale sociale come don Martinengo, parroco di Agnadello. A sovraintendere la celebrazione natalizia il delegato episcopale per la pastorale, don Irvano Maglia.

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Il coro parrocchiale Psallentes diretto dal maestro Alessandro Manara ha animato la liturgia che è iniziata con un saluto del presidente Fusar Poli che si è detto particolarmente onorato di ospitare questo evento nel cuore pulsante della cooperativa che quotidianamente mostra attenzione  e rispetto alle persone, agli animali e alla madre terra. “Il mondo agricolo e lattiero-caseario – ha proseguito – che in questo periodo soffre una crisi di redittività ha in sé un grande valore: il rapporto con la natura, con il ritmo delle stagioni, con gli animali: sono convinto che più l’uomo si allontana dalle sue origini e più è difficile mantenere l’equilibrio”.

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Dal canto suo mons. Lafranconi, nell’omelia, si è soffermato sulle figure di Sansone e Giovanni Battista, protagonisti delle letture del giorno. Due personaggi che hanno ricevuto da Dio una missione fondamentale per costruire la storia della salvezza: “In questo modo si esprime la dignità della persona: se il Signore ci affida un compito da portare a termine significa che ne siamo in grado. Viene dunque esaltata la nostra dignità”. E poi ancora: “Tutti gli uomini hanno ricevuto da Dio una missione per cui tutti hanno pari dignità: nessuno è dunque inutile, uno scarto! Ciascuno, nel suo piccolo, contribuisce a costruire la storia”.
Per l’amministratore apostolico la missione dell’uomo pur coinvolgendo la propria responsabilità personale, non può essere mai compiuta isolatamente: “L’uomo realizza il suo compito – ha precisato il presule – intrecciando il suo contributo con quello degli altri e non solo con quanti ha vicino, ma con l’intera umanità”.

Per mons. Lafranconi il mondo del lavoro è il luogo tipico in cui si mettono insieme i propri talenti e si condividono le proprie responsabilità. A tal proposito ha citato un lungo passo del discorso che papa Francesco ha rivolto recentemente ai membri dell’Ucid: in esso il Pontefice ricordava che l’impresa è sempre un bene di interesse comune che le istituzioni devono promuovere e proteggere e che la dirigenza deve condurre in modo etico mettendo al centro le persone e la comunità.

Nella seconda parte della sua omelia mons. Lafranconi ha ricordato l’importanza delle associazioni di categoria come luoghi di condivisione di progetti e di obiettivi sottolineando nel contempo che queste realtà non devono mai dispensare la responsabilità personale. In secondo luogo ha rinnovato l’invito  a far si che la finanza non prevalga sull’economia reale e a proposito del salvataggio della banche a scapito dei correntisti ha citato una passaggio dell’enciclica “Laudato si’” spaventosamente attuale: “Il salvataggio ad ogni costo delle banche, facendo pagare il prezzo alla popolazione, senza la ferma decisione di rivedere e riformare l’intero sistema, riafferma un dominio assoluto della finanza che non ha futuro e che potrà solo generare nuove crisi dopo una lunga, costosa e apparente cura”. Infine ha denunciato che in alcuni settore, soprattutto in azienda subappaltatrici di opere importanti, le persone lavorano anche 14/15 ore al giorno: un fenomeno inaccettabile.

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Durante l’offertorio sono stati presentati al Vescovo alcuni prodotti tipici della Latteria che saranno poi devoluti ai poveri. Le offerte raccolte, inoltre, saranno destinate ai progetti di Caritas cremonese. Durante la messa si è poi pregato per le vittime del mondo del lavoro, per le famiglie colpite dalla crisi economica, ma anche perché la società riscopra i valori della sobrietà e della solidarietà. Rinnovato, inoltre, l’impegno a trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza del valore del lavoro come mezzo di nobilitazione e santificazione.

Al termine, prima della benedizione, il presidente Fusar Poli ha nuovamente ringraziato il Vescovo non solo per la celebrazione eucaristica, ma anche per i suoi 14 anni di episcopato cremonese, «per aver condotto la sua attività pastorale in modo efficace e proficuo per tutto il territorio cremonese».

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