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Siccità, la Provincia
fa appello alla Regione:
'Urge tavolo per la crisi idrica'

In una lettera agli assessore regionali il presidente Vezzini chiede la convocazione urgente del tavolo regionale per la crisi idrica.

L’emergenza idrica preoccupa la Provincia di Cremona, che proprio in queste ore ha scritto una lettera agli assessori regionali Viviana Beccalossi (Territorio), Giovanni Fava (Agricoltura) e Claudia Terzi (Ambiente), nonché ai consiglieri regionali Agostino Alloni, Carlo Malvezzi e Federico Lena e al sindaco di Mantova Alessandro Pastacci, chiedendo la convocazione urgente del tavolo regionale per la crisi idrica.

La missiva contiene alcune indicazioni emerse durante l’incontro con l’Assessore Regionale Giovanni Fava del 14 dicembre scorso. “In particolare, alla presenza dei rappresentanti dei Consorzi di Bonifica ed Irrigazione di competenza provinciale, dei rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole e di alcuni consorzi gestori dei bacini lacustri e fluviali lombardi particolare attenzione, con conseguenti timori in vista della prossima campagna colturale, è stata indirizzata soprattutto verso la disponibilità di acqua e rilasci a valle nonché sulla gestione idrica complessiva, in relazione anche alle ultime siccità, così come sulla conclusa sperimentazione del Dmv (deflusso minimo vitale)” si legge nella missiva.

Si evidenzia una situazione critica, “considerata anche la siccità invernale che si sta manifestando con oltre due mesi di assenza di pioggia e di precipitazioni nevose sull’arco alpino, che rappresentano la vera riserva di acqua nel periodo primaverile estivo”.

Sono quindi emerse alcune questioni prioritarie che, secondo l’amministrazione, dovranno essere affrontate con urgenza. Come “l’istituzione e convocazione di una Cabina di regia regionale di crisi idriche, da tenersi in tempi anticipati, che condivida, strategie comuni da adottarsi tra tutti i soggetti interessati e in modo particolare con l’Autorità di Bacino del Po, nel caso si paventino periodi particolarmente siccitosi” si legge. O ancora “Esaminare con la massima urgenza ed attenzione la proposta di regolazione del livello dei laghi e la rimodulazione delle portate di concessione in diminuzione, proposta che pare essere già stata considerata da parte di Regione Lombardia, anche se non è ancora stata sancita con l’atto formale del decreto”.

Si chiede inoltre di cambiare un po’ le regole nella distribuzione delle acque. In particolare, “Nella revisione del Ptua (Piano di Tutela ed Uso delle Acque), deve ritrovare un’adeguata collocazione e riconoscimento il sistema irriguo tradizionale lombardo, con cui si riconosca che l’acqua derivata e distribuita a gravità dei fiumi non rappresenta una sottrazione di acqua all’ambiente ma acqua distribuita al territorio”. In tale ambito “deve essere presa in seria considerazione la revisione della ripartizione delle concessioni delle risorse idriche tra i diversi utenti, in particolare i Consorzi, su scala territoriale più ampia”.

Sarà infine necessario assegnare finanziamenti “anche ai consorzi di irrigazione che mantengono la capillare veicolazione delle acque nei comprensori irrigui, reperendo una differente fonte di finanziamento che non attinga alle risorse regionali o nazionali destinate al mondo agricolo”. Infine si deve “Valutare l’attribuzione di risorsa idrica in modo equo ed in relazione ad una programmazione territoriale configurata all’ottica di Area Vasta con interessamento anche del territorio Mantovano, alla presenza del presidente della Provincia di Mantova”.

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