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Crisi delle stalle:
a Cremona persi il 40%
dei maiali in cinque anni

A Cremona crolla il numero dei maiali. A dirlo è una ricerca di Coldiretti Lombardia, secondo cui in tutta la Regione si è riscontrato un crollo del numero dei capi allevati. Ma mentre a livello regionale il calo è stato del 21%, a Cremona si parla di quasi il 40%, dal 2010 a oggi. Dagli 80mila capi presenti nelle nostre stalle nel 2010, si è passati a 43.423 del 2015, con una perdita di 28.576 capi.

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A livello regionale, negli ultimi cinque anni la crisi delle stalle ha portato a una riduzione di oltre 65 mila scrofe per almeno un milione e mezzo di suinetti in meno. Nella regione che da sola fornisce la metà di tutte le cosce per i grandi prosciutti Dop d’Italia, le province più colpite sono Cremona, Brescia (quasi 17 mila in meno) e Mantova (con una taglio di circa 11 mila) e Lodi (-6.441 capi). L’unica area in pianura che ha fatto registrare un incremento è Pavia, passata da 20.268 a 21.423 con un +5,7%. A livello lombardo, invece, la riduzione ha superato il 21%, con punte di quasi il 40% a Cremona e di oltre il 17% a Brescia.

“La mancanza di un’etichetta d’origine chiara per i prodotti che non sono Dop favorisce le importazioni di carni dall’estero e il crollo delle quotazioni dei veri salumi Made in Italy – spiega Coldiretti Lombardia – Infatti nel 2015 sulla piazza di Modena il prezzo medio dei suini grassi (peso fra i 156 e i 176 chili) è diminuito di quasi l’8% arrivando a 1,35 euro al chilo, rispetto al 1,46 euro dei dodici mesi precedenti”.

 

In ribasso anche per le quotazioni dei maialini da 30 chili il cui prezzo medio alla borsa di Milano è passato dai 2,67 euro al chilo del 2014 ai 2,45 euro al chilo del 2015 (-8,2%).

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