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Confcommercio punta
sull'imprenditoria femminile
Un incontro lunedì 8 febbraio

Confcommercio punta sull’imprenditoria femminile. A questo proposito l’associazione organizza, insieme al Gruppo Terziaro Donna e ad Ascomfidi, un incontro per far conoscere alle imprenditrici gli ‘strumenti’ dedicati alle aziende in rosa. L’appuntamento vuole essere anche una occasione per ascoltare, dalla esperienza diretta di chi ha voluto ‘mettersi in proprio’, richieste e suggerimenti.

All’incontro, aperto a tutti, in programma lunedì 8 febbraio, alle 18 a Palazzo Vidoni, intervengono Nadia Bragalini, presidente di Terziario Donna, Federico Corrà, che guida la cooperativa fidi e il segretario generale della associazione, Paolo Regina. “Le imprese gestite dalle donne – conferma Regina – hanno un ‘valore’ strategico nella nostra economia. Sono un patrimonio importante e, percentualmente, sono destinate a raggiungere quote sempre più significative. Hanno dimostrato una miglior tenuta di fronte alla crisi (le imprese femminili che hanno chiuso sono un quarto del totale. Lo stesso Ocse stima che se nel 2020 la partecipazione femminile al lavoro raggiungesse i livelli maschili la forza lavoro italiana crescerebbe del 7% e il Pil pro capite salirebbe di un punto in percentuale l’anno”.

Eppure la strada resta in salita: una difficoltà che tocca tutto il mondo imprenditoriale è quella legata all’accesso al credito, una complessità che sembra emergere ancora più evidente quando l’azienda è al femminile. “Le donne, per uno studio della Confcommercio –  conferma Nadia Bragalini – ottengono meno credito, pagano più interessi, hanno tempi di risposta più lenti e devono fornire maggiori garanzie. Vogliamo che a Cremona non sia così e per questo abbiamo messo in campo una vera e propria ‘task force’. Questo incontro vuole dimostrare che, Associazione, Ascomfidi e ovviamente Terziario Donna credono in chi è portatore di una fiduciosa volontà di cambiamento anche sul piano economico-sociale. È esattamente ciò di cui il nostro Paese ha oggi bisogno”.

“La nostra società e la nostra economia – afferma Federico Corrà – non possono permettersi di tenere chiuso in soffitta, ad ammuffire, questo enorme potenziale di idee, talento, creatività, energia; questa fonte straordinaria di crescita e di sviluppo occupazionale, di benessere familiare e di coesione sociale, di imprenditoria aggiuntiva. Non dimentichiamolo mai: l’economia è fatta di uomini e di donne, che nel quotidiano operano fianco a fianco, insieme, e che insieme, dunque, devono decidere e agire, per il bene comune. Come Ascomfidi crediamo nelle “donne” e per questo, insieme agli istituti di credito stiamo mettendo a punto progetti dedicati proprio a loro. Invertire la rotta e puntare lontano si può e si deve”.

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