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Roma verso 'federal building'
Polo sicurezza, la volta
buona per l'ex Manfredini?

Potrebbe essere davvero la volta buona per la realizzazione della cittadella della sicurezza nell’ex caserma Manfredini: contatti tra l’Amministrazione comunale e Roma sono in piedi da mesi sulla questione e da quanto filtra dagli ambienti di maggioranza romani l’intenzione del Governo è ora quella di favorire con decisione la cosiddetta pratica del “federal building”, cioè l’accorpamento di uffici diversi in un solo immobile per ottenere risparmi. Polizia, carabinieri e guardia di finanza, se il tutto andasse in porto, avrebbero una nuova casa, in via Bissolati.

Il Comune, dopo una richiesta presentata qualche settimana fa, attende ancora un incontro con il direttore dell’Agenzia del demanio, Roberto Reggi, l’ex sindaco democratico di Piacenza. Una data non è ancora stata fissata ma pare che non si debba giudicare questa attesa come un segnale negativo. Più semplicemente, molto è il lavoro da fare per l’Agenzia del demanio, impegnata in un progetto che nel prossimo biennio intende valorizzare, attraverso vendite o progetti di riqualificazione, un patrimonio complessivo di beni statali per centinaia di milioni di euro. E il cosiddetto “federal building” è adesso un obiettivo primario. Una conferma è giunta pubblicamente nella giornata di mercoledì, attraverso alcune dichiarazioni di Reggi su Repubblica. Parlando dell’importanza e del percorso intrapreso per la realizzazione di questo genere di progetti, ha citato l’esempio di Chieti, dove è stato ufficialmente avviato due mesi fa un piano che porterà in una ex caserma carabinieri, guardia di finanza, Agenzia delle entrate e del territorio, Ragioneria territoriale dello Stato, Direzione territoriale del lavoro, Archivio notarile e dei Monopoli. Un progetto che permetterà di risparmiare circa 2 milioni di euro l’anno tra affitti, bollette e altri servizi unificati, con un investimento iniziale di 30 milioni di euro. L’inizio del cantiere, da quanto emerge da una nota del Demanio di inizio marzo, è previsto nel 2017. Tempi abbastanza brevi.

Un sopralluogo tecnico alla ex Manfredini, per prime valutazioni, è stato effettuato l’anno scorso. Alcune perplessità, in particolare legate agli ampi spazi interni. Potrebbero essere superate con la costruzioni di muri divisori e con interventi di adeguamento. Inevitabile un investimento iniziale. In tre-quattro anni, se si partirà a breve con le procedure burocratiche, l’ex Manfredini avrebbe la possibilità di essere nuovamente operativa.

Quanto al risparmio, con la cittadella della sicurezza nell’ex Manfredini si possono ipotizzare quasi due milioni di euro di spesa in meno ogni anno rispetto a quanto è necessario oggi. Meno esborsi per gli affitti attualmente pagati per gli uffici. Anche le bollette potrebbero scendere. E le molte novità all’apparenza piccole consentirebbero un notevole risparmio. Un solo autolavaggio per le tre forze. Uno solo il piantone all’ingresso. Una sola potrebbe essere la mensa per il personale in divisa. Miglioramenti potrebbero arrivare, ad esempio, anche dalla gestione degli alloggi. E la Procura di via dei Tribunali sarebbe a poca distanza. Risparmi a livello di denaro, certo, ma anche livello di personale. La riorganizzazione all’interno del Polo della sicurezza potrebbe snellire il “lavoro da scrivania”, legato alla gestione delle pratiche giudiziarie, e, conseguentemente, aumentare il numero degli uomini a disposizione per le attività “di strada”.

Michele Ferro

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