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Fava all'attacco della Cr-Mn: 'Quei 300 milioni che rischiavamo di buttare'

L’autostrada Cremona-Mantova continua  a far discutere la politica delle due province coinvolte e fa da detonatore all’ennesima schermaglia tra sostenitori e detrattori,  in particolare da una parte l’assessore regionale Gianni Fava, acerrimo nemico dell’opera, dall’altra il presidente della Provincia di Mantova Alessandro Pastacci. Quest’ultimo è da poco entrato nel cda di Stradivaria, la società nata da Centropadane, che ha in carico la costruzione dell’opera, tuttora sulla carta. Pastacci è spesso a Cremona, in virtù dei buoni rapporti con il Pd locale proprio sul tema dell’area vasta e del nuovo collegamento viario. L’ultima volta lo si è visto per l’appunto agli stati generali dell’Area Vasta, venerdì scorso al Politenico, dove l’asse Cremona-Mantova è stato ribadito come il preferibile dal Pd. Pastacci aveva tra l’altro dichiarato alla Gazzetta di Mantova che, con il suo ingresso in Stradivaria, “Mantova potrà svolgere un ruolo attivo nella società che realizzerà l’autostrada che ha già ricevuto il via libera della Regione che la inserisce tra le opere strategiche. In questo modo potremo seguire direttamente lo stato d’avanzamento dell’infrastruttura, avremo voce in capitolo. Un coinvolgimento che ha un significato ancora maggiore in vista dell’istituzione futura dell’Area vasta che, probabilmente, unirà Mantova e Cremona”.

“Trovo molto scorretto l’atteggiamento del presidente Pastacci – accusa oggi Gianni Fava, assessore regionale ed esponente di punta della Lega Nord  – che si serve in questa fase della propria carica istituzionale, a vantaggio della speculazione di un’azienda della quale è entrato a far parte nel cda e che rischia di far emergere un vero e proprio conflitto di interessi a carico dello stesso. Convocare i sindaci mantovani ed ingolosirli con faraoniche promesse di opere compensative da realizzarsi a corredo di un’improbabile e devastante opera pubblica è quantomeno un colpo basso”.

L’assessore Fava, da sempre convinto dell’inutilità di un’autostrada fra Mantova e Cremona, si rivolge poi ai sindaci: “Sono realmente convinti dell’utilizzo dell’opera o agli stessi non vengono concesse alternative per realizzare piccoli interventi infrastrutturali, per i quali non dispongono delle adeguate risorse? Quello perpetrato da Pastacci è un vero e proprio ricatto istituzionale: tu mi dici di sì all’opera, anche se è devastante per il suo territorio e di nessuna utilità concreta, salvo che per il concessionario, che, guarda caso, rappresento; io in cambio ti realizzo rotatorie, sottopassi, interramenti, raddoppiamenti di binari ferroviari e chi più ne ha, più ne metta”.

“Con la logica totalmente mercantile, che finisce per pregiudicare e compromettere seriamente i principi di autonomia amministrativa – precisa Fava – per anni non si mette il becco di un quattrino su nulla, finché, se si vuole qualche opera pubblica, si deve accettare il ricatto”.

“Peraltro risulta singolare la circostanza, che parrebbe vedere tutti i sindaci favorevoli ad un nuovo tracciato del quale, francamente, ad oggi nessuno ha notizie certe”.

Ma a pesare c’è anche la vicenda dei fondi necessari per l’opera, dal momento che i costi si sarebbero improvvisamente sgonfiati. “Se veramente siamo passati da un’ipotesi di costo da 1 miliardo e 150 milioni – ragiona Fava – all’attuale calcolo, che pare essere di 850 milioni, quei 300 milioni di opere di differenza a cosa servivano? Agli interessi dei costruttori? Mi chiedo: se Regione Lombardia, anche a causa mia, non avesse resistito in questi anni rispetto a quell’ipotesi di aumento dei costi, oggi avremmo buttato 300 milioni di euro pubblici in più?. La questione è duplice. “Credo che i sindaci dovrebbero seriamente fare molta attenzione a questi aspetti, che di certo non sono marginali prima di esprimersi in modo entusiastico a favore di qualsiasi soluzione – suggerisce l’assessore lombardo -. Dispiace che a farlo sia anche qualche amministrazione per la quale il contributo del mio partito è stato significativo per l’elezione dei primi cittadini”.

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