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I messaggi del jihadista
espulso: 'Da Cremona
un foreign fighter'

Non solo l’esultanza per la strage di Charlie Hebdo, ma anche l’approvazione dell’assassinio del regista olandese Theo van Gogh per il suo cortometraggio Submission e pure inediti rapporti con un foreign fighter partito da Cremona per aderire all’Isis. C’è questo, e molto altro, in alcune comunicazioni via internet tenute da Resim Kastrati, il 23enne kosovaro di Pozzaglio espulso nel 2015 prima dall’Italia e poi dalla Germania perché accusato di aver abbracciato l’ideologia jihadista. E che, come dimostrato recentemente, nonostante le espulsioni ha continuato a predicare a distanza, con video in italiano rivolti ai ragazzi e diffusi sul web. Video contenenti sermoni religiosi, senza contenuti violenti, ma che comunque tengono alto il livello di attenzione degli investigatori di polizia e carabinieri (vedi link in basso).

NOME DI FANTASIA, MA CHI PARLA E’ KASTRATI – In un report di marzo 2016 del Mediterranean Affairs, organismo di analisi indipendente che si occupa delle questioni politiche e sociali dell’area mediterranea, è contenuta un’intervista a un radicale islamico, disposto a parlare ma non a essere identificato, nemmeno dall’intervistatore. Nel report, in inglese, dedicato ai pericoli dell’estremismo religioso legato ai Balcani, l’identità del soggetto, che si presenta come kosovaro, è effettivamente coperta dal nome di fantasia Omar. Ma come appreso da Cremona Oggi da altre fonti in ambienti investigativi incaricati del monitoraggio del radicalismo islamico in Italia, quel soggetto che parla è proprio Resim Kastrati. Le sue parole – mai rese note fino a questo momento – non sono sfuggite, già al tempo, ai monitoraggi delle forze di intelligence.

“HO CONVERTITO ALMENO SEI ITALIANI” – L’intervista, dopo un contatto avviato da un analista in una pagina Facebook dedicata al leader dell’Isis Abu Bakr al-Baghdadi, è stata realizzata tra il novembre del 2014 e le prime settimane del 2015 con messaggi via social. Poco prima dell’espulsione di Kastrati dall’Italia (avvenuta a gennaio 2015). L’intervistato, con un profilo utilizzato solo per l’attività radicale, senza il vero nome e senza fotografia del volto, si presenta, tra le altre cose, come un 22enne kosovaro che lavora in Italia come macellaio e vive a Cremona. Elementi che riconducono proprio a Kastrati. Dice di essere anche attivo come imam in una locale moschea e di aver contribuito “alla conversione di almeno sei italiani”.

“UN FOREIGN FIGHTER E’ PARTITO DA CREMONA” – “Sono nato in una famiglia musulmana – racconta – ma i miei genitori non praticavano. Sono il primo della famiglia che ha studiato la shari’a e il pensiero islamico”. “Odio le società occidentali – prosegue -. Penso che gli individui occidentali vivano in uno stato permanente di ignoranza che conduce a un’inarrestabile degenerazione morale. Immoralità, omosessualità e adulterio sono facce dello stesso fenomeno. Penso che anche il Vaticano, un giorno, diventerà musulmano”. “Ho conosciuto un foreign terrorist fighter che viveva anche lui a Cremona – si legge più avanti nelle dichiarazioni -. Era di origine siriana e ora ha lasciato l’Italia per aderire a Daesh (il nome arabo dell’Isis, ndr) al fine di proteggere l’Islam. Se muori combattendo gli infedeli in nome di Allah, sei un martire di Allah”.

“DIFENDERE L’ONORE DEL PROFETA” – Raggelanti le parole su Charlie Hebdo e sull’omicidio del regista. Pensieri che a Kastrati sono costati l’espulsione (ufficialmente giustificata infatti con “l’esultanza per la strage di Parigi su internet”). Eccole, quelle parole: “Penso che l’assassinio di Theo van Gogh sia stato giusto. Ha offeso l’onore del nostro amato Profeta, un onore più importante delle nostre vite. Per questo, chi lo ha assassinato ha agito da perfetto musulmano perché ha vendicato l’onore di Muhammed. Theo van Gogh: Dio lo maledica. Si è comportato come un infedele e avrebbe dovuto sapere che non puoi giocare con il fuoco. Per quanto riguarda Charlie Hebdo, il fatto è che quei giornalisti hanno denigrato l’onore del nostro Profeta che amiamo più di ogni cosa. Meritavano di morire per mano di musulmani. Allah ha vendicato il suo Profeta”.

Michele Ferro

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