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Gira seminudo al parco
delle Colonie Padane: multa
salatissima: 3.333,33 euro

Una maxi multa da 3.333,33 euro è la salatissima sanzione che un cittadino cremonese di 30 anni, già noto alle forze dell’ordine, dovrà pagare perché trovato a gironzolare al parco delle Colonie Padane con i pantaloni calati.

Una maxi multa da 3.333,33 euro è la salatissima sanzione che un cittadino cremonese di 30 anni, già noto alle forze dell’ordine, dovrà pagare perché trovato a gironzolare al parco delle Colonie Padane con i pantaloni calati. L’uomo, con indosso solo un paio di boxer, è stato notato qualche giorno fa da alcuni passanti che hanno subito segnalato la sua presenza alla polizia. Sul posto è intervenuta una pattuglia della volante che ha fermato ed identificato il personaggio, successivamente accompagnato negli uffici della Questura. E’ accusato di atti contrari alla pubblica decenza. Nei suoi confronti, gli agenti hanno applicato alla lettera la recente norma, e cioè il decreto legislativo 8 del 15 gennaio 2016 che depenalizza alcuni reati, come ad esempio quello commesso dal cremonese. Per lui, dunque, ‘solo’ una supermulta: 5.000 euro (10.000 nel massimo edittale), ridotti a 3.333,33 (cioè di un terzo) se pagati entro 5 giorni.

Con questa legge, decine di reati lievi, finora puniti solo con multa o ammenda, vengono derubricati, ossia trasformati in illeciti amministrativi con sanzione pecuniaria immediatamente eseguibile. I reati sono ad esempio quelli di atti osceni, abuso della credulità popolare, atti contrari alla pubblica decenza, guida senza patente, noleggio di materiale coperto da copyright, omesso versamento di ritenute previdenziali entro la somma di 10.000 euro. Certo non si tocca più la fedina penale, ma in generale le nuove multe superano, e di molto, le vecchie. Il fine della depenalizzazione è quello di togliere dall’elenco del codice penale fattispecie che oggi producono più che altro numeri e arretrati nelle procure, e per le quali la regola è sempre stata la pena della multa o dell’ammenda, e non la punizione carceraria, sostituendole con sanzioni pecuniarie elevate che possano fungere da maggiore deterrente. Il lavoro, ora, si sposta dalle procure alle prefetture e alle altre autorità amministrative competenti per l’irrogazione delle sanzioni amministrative. E se il cittadino non paga, lo Stato avvierà la riscossione coattiva.

Altri reati diventano illeciti civili. Si tratta di quelli di ingiuria, falsità in scrittura privata ed altri in materia di scritture private, appropriazione di cose smarrite, furto da parte di un comproprietario e danneggiamento semplice. Per questi reati la persona offesa non dovrà più sporgere querela, ma chiedere al giudice civile il risarcimento del danno.

Sara Pizzorni

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