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Museo del Violino:
un fine settimana sotto
il segno del violoncello

Sabato incontro con il maestro liutaio Francesco Toto. Domenica Luca Fiorentini in un concerto dedicato a Lisa Cristiani suona il violoncello Stradivari Stauffer ex Cristiani del 1700.

Sabato 9 e domenica 10 aprile il Museo del Violino di Cremona propone una serie di appuntamenti per scoprire tutto il fascino del violoncello attraverso il racconto di Francesco Toto, uno dei maestri di quel saper fare liutario riconosciuto Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO, e il suono di uno strumento esposto al Museo e diventato una vera e propria icona: lo Stradivari Stauffer ex Cristiani del 1700.

Sabato 9 aprile alle 11, nella Sala 10 del Museo, l’incontro con il maestro liutaio Francesco Toto permetterà a tutti gli appassionati di scoprire i segreti della costruzione del violoncello. Nato a Lecce, trasferitosi giovanissimo a Cremona per frequentare la “Scuola Internazionale di Liuteria Antonio Stradivari”, Toto lavora da oltre vent’anni come liutaio professionista nella sua bottega in centro città. Nel 2006 ha trionfato al Concorso Internazionale Triennale di Cremona, considerato le Olimpiadi della liuteria, ottenendo il primo posto assoluto nella categoria violoncello e l’unica medaglia d’oro assegnata quell’anno dalla giuria.

L’appuntamento con Francesco Toto fa parte del ciclo di incontri di studio “Atelier Triennale”, promosso dal Museo del Violino, nel quale i maestri liutai cremonesi vincitori del Concorso Triennale illustrano, attraverso la propria esperienza, le diverse fasi di lavorazione e la progettazione stessa degli strumenti.

Domenica 10 aprile alle 11 l’Auditorium Giovanni Arvedi sarà teatro di un omaggio musicale dedicato a Lisa Cristiani, talentuosa musicista della prima metà dell’Ottocento, con un concerto di Luca Fiorentini, accompagnato dalla pianista Stefania Redaelli. Luca Fiorentini si esibirà suonando il prezioso violoncello Stauffer ex Cristiani, realizzato da Antonio Stradivari nel 1700 e appartenuto a Lisa Cristiani. Quella di Lisa è una figura straordinaria: prima donna a salire sul palcoscenico come violoncellista professionista, moderna e avventurosa, Lisa decise di recarsi in Russia percorrendo 20.000 km in carrozza per raggiungere la Siberia e l’Oceano Pacifico. Qui, dove probabilmente un artista non era mai nemmeno arrivato, Lisa diede più di quaranta concerti diventando a tutti gli effetti ambasciatrice del violoncello nel mondo. Ammalatasi di colera durante il viaggio di ritorno, muore a soli 26 anni il 24 ottobre del 1853 a Novosibirsk, in Russia, dove venne seppellita e dove esiste ancora un monumento funebre che la ritrae con il suo Stradivari.

Dopo la morte di Lisa Cristiani il suo violoncello, considerato uno dei più begli esemplari dell’opera del grande Maestro, passerà di mano in mano per arrivare infine in quelle di Paolo Salvelli, presidente del Centro di Musicologia “Walter Stauffer”, e tornare così nella città che lo aveva sentito suonare la prima volta.

Il programma del concerto prevede alcune Sonate del compositore Felix Mendelssohn Bartholdy che, affascinato dal talento di Lisa, scrisse per lei la Romanza senza parole op. 109; oltre a questa, Fiorentini e Redaelli eseguiranno Le Variations concertantes Op.17: composte da un giovanissimo Mendelssohn nel 1829, consistono in un tema nella tonalità di re maggiore dal carattere calmo e cantabile al quale seguono otto variazioni e sono dedicate, come la Sonata Op.45, al fratello violoncellista Paul.

Nella Sonata Op.58 si coglie appieno il periodo di grande maturità creativa che Mendelssohn stava vivendo nel 1843. Questa sonata, dedicata al Conte Matvej Wielhorsky, violoncellista russo-polacco, si allontana con originalità dai classici schemi compositivi: è l’unica sonata che l’autore divide in quattro movimenti ed è altrettanto insolita la scelta del ritmo di 6/8 per il primo movimento Allegro assai VIvace.

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