Cronaca
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Pioggia e grandine, 700mila euro di danni all'agricoltura cremonese

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Settecentomila euro di danni: questo il pesantissimo bilancio di un paio di giorni all’insegna del maltempo, con grandine e acquazzoni che si sono abbattuti sul territorio Cremonese. Complessivamente in Lombardia si parla di due milioni di euro di danni nelle campagne, con campi allagati, alberi abbattuti, colture sradicate e foraggi rovinati.

E’ quanto emerge dal monitoraggio di Coldiretti Lombardia dopo l’ultima ondata di maltempo che ha colpito la regione. Si tratta – spiega la Coldiretti Lombardia – di una prima stima parziale, frutto delle verifiche che i nostri tecnici stanno effettuando in queste ore nei territori colpiti. Grandine, temporali e vento forte si sono abbattuti su diverse province, compresa Cremona, ma anche Lodi, Pavia, Bergamo, Brescia e Mantova.

Per quanto riguarda il Cremonese, dunque, ammonta, a circa 700 mila euro la prima stima provvisoria dei danni del maltempo che ha flagellato la provincia nelle giornate di giovedì e sabato. I territori coinvolti sono quelli di Annicco, Soresina, Casalmorano, Casalbuttano, Trigolo, Pizzighettone, Genivolta, Ticengo, Cumignano sul Naviglio, Soncino, Viadana, Casalmaggiore, Rivolta d’Adda, Vailate, Agnadello e Pozzaglio. Si riscontrano ingenti danni sui cereali autunno vernini come orzo e frumento per una percentuale attorno al 60%, mentre per il mais, completamente sfibrato, sarà necessaria una nuova semina.

Nella Bergamasca colpiti a macchia di leopardo i comuni di Urgnano, Zanica, Bagnatica, Pedrengo, Calcinate, Seriate, Caravaggio, Brignano, Torre Pallavicina e Cortenuova. Le prime stime parlano di danni con punte fino al 90% nelle zone colpite, per un totale stimato di circa 800 mila euro. Orzo, frumento, vite, mais, loietto foraggi, patate e cetrioli le colture più rovinate. Nel Bresciano, tra Lonato e Bedizzole si stimano già più di 100 mila euro di danni, mentre nella fascia tra Calcinato, Montichiari e Calvisano i campi di mais sono danneggiati per una percentuale che oscilla dal 20% al 60%.

La provincia di Mantova è stata colpita a macchia di leopardo, ma i danni maggiori si sono  verificati nell’Alto Mantovano, soprattutto tra Solferino e Cavriana e nel territorio di Castiglione delle Stiviere. Sabato grandine e forte vento hanno infierito sui cereali come mais, orzo e frumento, sulla vite, sui frutteti, l’erba medica e le colture in pieno campo, con perdite dal 50% al 90% della produzione. Danni a pomodori, insalata e melone anche nella zona di Guidizzolo, dove sono scesi fino a 60 millimetri di pioggia in 30 minuti. Danneggiati anche una cinquantina di ettari tra frutteti, frumento e melone nel Viadanese, mentre nel Basso Mantovano sono stati segnalati danni sulla vite, le pere e i pomodori. Domenica grandine e forte pioggia si sono abbattute sui territori di Magnacavallo e Poggio Rusco, nelle frazioni di Dragoncello e Stopparo, dove sono stati danneggiati più di 50 ettari di angurie e 60 ettari di pomodoro.

Nel Lodigiano il maltempo ha colpito prima giovedì nella zona di Caselle Landi e Bertonico, poi sabato pomeriggio tra Maleo e Cavacurta. Si contano danni sul mais per una percentuale attorno al 50%, sui prati per il 25%. Colpiti anche i pomodori nell’area di Castelnuovo Bocca d’Adda. Interessati da grandinate, anche i comuni di Copiano, Vistarino e Villanterio in provincia di Pavia, dove ad avere la peggio sono stati i campi di frumento.

“Negli ultimi dieci anni – spiega Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia – l’agricoltura italiana ha subito danni per circa 14 miliardi di euro per colpa di eventi atmosferici estremi sempre più imprevedibili. E’ necessario trovare sempre nuove forme di tutela, come ad esempio le polizze assicurative per la gestione del rischio”.

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