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Comuni rinnovabili, 2 località
cremonesi nella classifica
dei primi 10 per il biogas

Nel rapporto Comuni rinnovabili di Legambiente due i centri cremonesi citati, nell’ambito del biogas. I comuni di Pieve d’Olmi e Casaletto di Sopra, sono infatti tra i primi 10 in Italia per il biogas (rispettivamente con 8 e 2,3 megawatt di produzione energetica). Secondo la ricerca, sono 939 i Comuni in cui è installato almeno un impianto a biogas, con una potenza complessiva di 1.192 MW elettrici, 181 MW termici e 65 kW frigoriferi.

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Il calcolo dei primi 10 comuni del biogas è realizzata usando come parametro il contributo elettrico al fabbisogno delle famiglie residenti, e così come per le biomasse solide. La cartina degli impianti a biogas mostra una distribuzione maggiormente uniforme, rispetto agli impianti a biomassa solida, lungo tutta la penisola, con le aree di maggior concentrazione in Pianura Padana e nel Trentino Alto Adige.

Attraverso gli impianti censiti da Legambiente, ogni anno viene prodotta energia pari al fabbisogno di oltre 3 milioni di famiglie, dal punto di vista elettrico e 140mila da quello termico. Sono inoltre 437 i Comuni che producono energia elettrica pari o superiore al fabbisogno delle famiglie residenti e che possiamo definire teoricamente autosufficienti dal punto di vista elettrico.

“Anche il biogas rappresenta per il nostro Paese una risorsa importante” evidenzia lo studio di Legambiente. “Secondo il Crpa di Reggio Emilia, il potenziale produttivo del biogas in Italia al 2030 è di circa 6,5 miliardi di gas metano equivalenti l’anno, pari cioè all’8% del consumo attuale di gas naturale in Italia. Se solo si raggiungessero i 2 -3 miliardi di gas metano equivalenti all’anno verrebbero prodotti circa 20 -30 TWh di energia primaria, portando vantaggi ambientali ma anche economici per il settore dell’agricoltura italiana, con un incremento in termini economici pari a circa il 4% del Pil e consentendo un risparmio delle importazioni di gas naturale stimato tra 1,5 e 2 miliardi di euro all’anno a prezzi correnti; oltre a interessanti ricadute nell’industria delle macchine agricole, degli impianti di trattamento delle acque e dei sistemi di trattamento del gas”.

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