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Camera Penale, a 5 giovani
le borse di studio su misure
alternative alla detenzione

In tribunale la consegna delle borse di studio a seguito del bando indetto dalla sezione di Cremona e Crema della Camera Penale distrettuale della Lombardia Orientale. tema: “Dentro o fuori? Le misure alternative alla detenzione”.
Le premiate Ginevra Bertoni e Giulia Campaiola

Si è svolta questa mattina presso l’aula della corte d’assise del tribunale di Cremona la consegna delle borse di studio a seguito del bando di concorso indetto dalla sezione di Cremona e Crema della Camera Penale distrettuale della Lombardia Orientale. Il bando di quest’anno aveva come tema: “Dentro o fuori? Le misure alternative alla detenzione”. Presenti all’incontro la vice presidente della sezione di Cremona della Camera Penale distrettuale della Lombardia Orientale Maria Luisa Crotti, la presidente del tribunale di Cremona Ines Marini, la dirigente Laura Poli e la presidente dell’Ordine degli avvocati di Cremona Marzia Soldani.

L’avvocato Crotti, che ha curato l’organizzazione delle borse di studio insieme alle colleghe Micol Parati, Maria Laura Quaini e Silvia Farina, ha ricordato il ruolo dell’avvocato nella società odierna, volto alla salvaguardia e alla tutela dei diritti umani di tutti, soprattutto degli “ultimi”, mentre l’avvocato Soldani ha espresso condivisione per il progetto della Camera Penale che ha visto coinvolti i giovani delle scuole superiori, chiamati a riflettere su temi importanti. La presidente ha ribadito la rilevanza del tema oggetto del bando, le misure alternative alla detenzione, ricordando quanto siano elevati i costi relativi ai soggetti detenuti nel nostro paese.

Le quattro borse di studio, intitolate alla memoria degli avvocati Sandro Bocchi, Aldo Pizzoccaro, Sergio Franceschini e Renato Dossena, sono state finanziate da Fondazione Popolare di Crema per il territorio.

Ecco i vincitori delle borse di studio:

Ginevra Bertoni e Giulia Campaiola della classe 4^ TGC grafica dell’Istituto Sraffa di Crema, che hanno realizzato una fotografia raffigurante due mani al lavoro dietro le sbarre, in bianco e nero, da cui nasce un germoglio verde che esce dalle sbarre.
Doris Kamesse della classe 4^ relazioni internazionali per il marketing dell’Istituto Pacioli di Crema, che ha realizzato un cortometraggio che narra la storia di una ragazza che a seguito di vicende negative e dopo aver commesso un crimine, intraprende un percorso riabilitativo con lavori socialmente utili e l’aiuto di una psicologa.
Larysa Pavlenko della classe 4^ relazioni internazionali per il marketing dell’Istituto Pacioli di Crema, che ha approfondito le figure di Cesare Beccaria e Nelson Mandela e le misure alternative alla detenzione
Arianna Greci della classe 4^ arti figurative del Liceo Artistico Munari di Cremona, che ha realizzato una toccante lettera inviata alla famiglia da un detenuto che aspira ad uscire dal carcere per espiare la pena in forma alternativa alla detenzione.
Una menzione speciale è andata alla classe 4^B indirizzo scenografia del Liceo Artistico Munari di Cremona che ha realizzato una serie di disegni grafici in bianco e nero che, partendo dalle sbarre di un carcere si trasformano in un mandala, accompagnate e commentate da brani tratti da “Siddharta” di Hermann Hesse.

Obiettivo dell’iniziativa era quello di sollecitare la riflessione dei ragazzi delle scuole superiori sull’attuale condizione carceraria italiana, e sul senso e il significato della pena alla luce delle norme costituzionali ed europee, tema da sempre molto caro alle Camere Penali.

La premiata Doris Kamesse

La premiata Doris Kamesse

La premiata Larysa Pavlenko

La premiata Larysa Pavlenko

La premiata Arianna Greci

La premiata Arianna Greci

La classe 4^B indirizzo scenografia del Liceo Artistico Munari di Cremona

La classe 4^B indirizzo scenografia del Liceo Artistico Munari di Cremona

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