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Così Cremona scelse
la Repubblica; il voto quel
2 giugno di 70 anni fa

“O la Repubblica o il caos’’. Così Pietro Nenni, socialista e partigiano, presentava agli italiani il referendum istituzionale del 2 giugno 1946. E nel Paese di sicuro il caos lo conoscevano bene: le rovine fumanti della guerra mondiale e poi civile erano ancora di fronte a tutti.

Dopo oltre vent’anni di dittatura fascista, e dopo la tragedia del conflitto, l’Italia deve scegliere se continuare con la Monarchia o se cambiare pagina e scegliere la Repubblica.  ll popolo si reca al voto il 2 giugno del 1946 per un confronto duro, che si concluderà con una lotta all’ultima scheda. Una attesa interminabile prima del verdetto, con il giallo dei risultati ufficiali che tardano a venire Ma alla fine a favore della Repubblica si registrano il 54% circa dei consensi, due milioni di voti in meno invece sono quelli dei sostenitori della Corona. Alle urne si era recato l’89,1% degli aventi diritto, pari a 24.947.187 italiani, di cui 12.998.131 donne, che si recano ai seggi per la prima volta.

Si cambia: il 5 giugno alle 18.30 il ministro degli Interni Romita, attorniato dai giornalisti di mezzo mondo, annuncia il risultato provvisorio ma che non verrà smentito. L’Italia sarà repubblicana. Il 10 giugno arriva la conferma ufficiale da Roma: il presidente della Corte di Cassazione Giuseppe Pagano legge alla presenza del governo i risultati, sancendo il passaggio alla forma repubblicana e l’abbandono della monarchia.

Il 2 giugno 1946 anche gli elettori della provincia di Cremona votarono in maniera prevalente per la Repubblica. La scelta repubblicana ebbe in provincia di Cremona ben 144.808 voti, cioè il 65,2% (mentre la percentuale nazionale era stata del 54,2%). La Monarchia ebbe 77.192 voti, pari al 34,7%. Quindi circa  la metà dei voti ottenuti dalla Repubblica.
A Cremona città la Repubblica ebbe 29.843 voti (70,2%) contro 12.645 (29,8%) della Monarchia. Cremona  risultò il capoluogo della Lombardia con la più alta percentuale per la Repubblica. Risultati simili anche a Crema: la Repubblica arrivò  al 67%.

Nella nostra provincia fu Bonemerse il comune con la percentuale più alta filo Repubblica: ben l’88%. Nel cremasco, invece i comuni dove la monarchia risultò la più voltata: Montodine e Casaletto Ceredano (64%). La vittoria repubblicana venne festeggiata con una festa in piazza Duomo alla presenza del neo sindaco Rossini, eletto soltanto due mesi prima.

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