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Piccoli Comuni
e riforma aree vaste:
il punto a San Vitale

La riforma della PA sta muovendo sempre più i territori, coinvolgendo la società nel suo complesso, per gli inevitabili risvolti economici e sociali che ogni modifica territoriale ed istituzionale apporterà nelle singole comunità.
Quale sviluppo, quindi, per i piccoli Comuni? Quale futuro nel progetto di riordino territoriale della Lombardia? Di tutto questo se ne è discusso nel convegno “Piccoli comuni, grandi prospettive” promosso da Anci Lombardia a San Vitale.
Presenti, tra i relatori, il Vice Presidente della Provincia, Davide Viola, il segretario generale Anci Lombardia, Pier Attilio Superti, che è intervenuto sul tema “la riforma delle Autonomie locali in Lombardia e la proposta di Anci”; Michel Marchi, presidente Dipartimento Piccoli Comuni Anci Lombardia, con la relazione “I piccoli Comuni tra gestione associata e nuovo riordino delle autonomie in Lombardia” e Gianni Rossi, Presidente Dipartimento Riforme Istituzionali Anci Lombardia.
“Il processo di profondo cambiamento in atto dell’organizzazione dello Stato può rappresentare un’opportunità per semplificare e migliorare sempre più i servizi al cittadino ed imprese nell’attuale contesto socio-economico – ha precisato il Vice Presidente Davide Viola – Le Aree Vaste ex Province saranno, quindi, quell’ente intermedio necessario e fondamentale per il collegamento tra i Comuni e la Regione, a prescindere dalle funzioni fondamentali già descritte nella normativa vigente, unitamente al processo di aggregazione dei comuni, che dovrà parimenti esser compiuto”.
E’ seguito l’intervento di Michel Marchi, che ha illustrato il percorso compiuto da Anci Lombardia con le proposte dei piccoli Comuni riguardo l’evoluzione normativa della PA; in particolare è stato affrontato il tema delle funzioni associate ed unioni dei Comuni, all’interno delle future rivisitazioni territoriali, che riguarderanno le Aree Vaste.
In tale scenario, tali enti avranno funzioni fondamentali definite dalla legge nazionale e rappresenteranno l’articolazione della rappresentanza politica dei territori, ove la governance è espressa dall’Assemblea dei Sindaci. Inoltre, potranno svolgere funzioni delegate dalla Regione. Le Zone omogenee, invece, non costituiscono livelli amministrativi, ma articolazione organizzativa in un’area vasta, ampia. Sono forme, quindi, di aggregazione e condivisione delle modalità di erogazione dei servizi propri dei Comuni, ambiti in cui gestire i servizi e le funzioni, anche quelle che possono essere delegate dall’Area Vasta e dalla Regione. Non si richiedono nuove risorse, ma si gestiscono i servizi con le strutture già esistenti degli enti originari. Le Zone Omogenee, quindi, identificate come ambiti omogenei di gestione in forma associata delle funzioni comunali e dei servizi locali. Pier Attilio Superti ha illustrato tecnicamente lo “stato dell’arte” delle proposte Anci Lombardia rispetto alla riforma delle autonomie locali a livello regionale, con particolare riferimento al confronto tra Governo, Regione ed Autonomie locali, al patto di stabilità ed equilibri di bilancio dei comuni. Nel corso della relazione è emersa la necessità di uno sblocco per l’assunzione del personale e di una maggiore semplificazione ordinamentale.
Temi ripresi, nell’intervento finale, dal consigliere provinciale Gianni Rossoni, Presidente del Dipartimento Riforme Istituzionali Anci Lombardia.

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