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Il sottopasso della discordia
Nominato il perito che dovrà
valutare i danni all'immobile

E’ Renato Latella il tecnico nominato nel ricorso di promosso contro il Comune e la Carlo Beltrami Spa dalla proprietaria di un immobile in via Brescia che chiede un risarcimento di 609.060,00 euro per i danni provocati dalla costruzione del sottopasso.
Foto Sessa

E’ l’ingegner Renato Latella, di Bagnolo Cremasco, il tecnico che questa mattina il giudice Tiziana Lucini Paioni ha nominato come consulente nel ricorso di accertamento tecnico preventivo promosso contro il Comune e la Carlo Beltrami Spa da Angela Zilli, proprietaria di un immobile in via Brescia 123, angolo via Cavo Cerca, che chiede un risarcimento di 609.060,00 euro per i danni provocati al suo complesso immobiliare dalla costruzione del nuovo sottopasso di via Brescia. Latella prende il posto del collega Mario Falloni che si è ritirato per evitare problemi di incompatibilità, visto che in passato ha effettuato consulenze anche per conto del Comune. Il nuovo perito, che nel quesito consegnatogli dal giudice dovrà verificare l’eventuale esistenza di danni lamentati dalla proprietà e il deprezzamento dell’immobile, depositerà le sue conclusioni il prossimo 31 dicembre.

Da parte sua, la Carlo Beltrami Spa, società che ha effettuato i lavori per conto del Comune, si è costituita nel procedimento di accertamento tecnico preventivo, chiamando in causa due istituti assicurativi, Unipol e Reale Mutua. Le verifiche per la Beltrami saranno effettuate dal geometra Gian Ermes Massetti, mentre l’ingegner Luca Locatelli e il geometra Giordano Borelli lavoreranno rispettivamente per conto di Unipol e Reale Mutua.

L’ingegner Latella sarà affiancato dall’ingegner Marco Pagliarini, nominato dal Comune, e dal geometra Pierluigi Lucchi, nominato dalla proprietaria. Nella causa, il Comune, rappresentato dall’avvocato Enrico Cistriani, si è già costituito in giudizio, mentre gli interessi della Carlo Beltrami Spa sono curati dal legale Giovanni Guareschi. Angela Zilli, invece, è assistita dagli avvocati Maria Laura Quaini e Annamaria Fecit.

L’immobile è un palazzo composto da sei appartamenti, quattro autorimesse e un locale commerciale da trecento metri quadrati. La proprietaria lamenta tutta una serie di danni alle strutture edilizie interne ed esterne che vanno dalle fessurazioni, al deprezzamento dell’immobile derivante proprio dalla costruzione del sottopasso, fino al mancato introito degli affitti degli appartamenti e anche di un esercizio commerciale, con conseguente calo di affari.

Nel ricorso, la proprietà stima un danno materiale di 24.060 euro, da aggiungere a 15.000 euro di danni da mancato utilizzo, e cioè i conseguenti disagi che la proprietà dovrà subire durante il ripristino delle strutture. Ci sono poi i danni da deprezzamento e da perdita di pigioni: “L’eliminazione del passaggio a livello e la costruzione del sottopasso”, si legge nel ricorso, “hanno causato danni temporanei e permanenti alla proprietà: danno temporaneo da 60.000 euro derivante dalla riduzione e futuro mancato introito dei canoni di locazione, e danno permanente da 450.000 euro per la svalutazione dell’immobile causata dalla futura non commerciabilità del piano terra ed interrato”. Senza contare il “danno conseguente al pagamento degli oneri locali per possesso dell’immobile” quantificato in 60.000 euro.

Secondo la difesa della Carlo Beltrami Spa, nulla è dovuto alla proprietà per quanto riguarda il deprezzamento, il mancato utilizzo dei locali e le mancate pigioni, essendo la società il mero esecutore dei lavori. Non solo: L’impresa, che peraltro, come ha fatto sapere la difesa, è assicurata, non si considera responsabile nemmeno per i danni materiali, che comunque sono quantificati in una somma modesta.

Sara Pizzorni

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